Vacanze, formazione e gite - 22 agosto 2011

Carissimi
Leggo sui quotidiani on line che in Italia ci sarà un caldo africano e mi viene da ridere, forse non abito in Africa perché qui c’e’ freddo, freddo mattutino e serale , freddo da felpa e da due coperte nel letto . Mi dispiace per la vostra Africa , la mia ha un clima molto gradevole, la savana e’ secca , non abbiamo più il prato verde ma stupende bouganville e il cielo e’ sfacciatamente azzurro e blu.

Il clima in casa e’ come quello esterno , sono stati con noi Mario, Rossella e Sara, e’ difficile raccontare l’emozione di avere qua chi da sempre ci segue e che ora porta il peso della responsabilità dell’associazione.

Abbiamo progettato il futuro , aggiustato un po’ il presente , girato per villaggi , incontrato cooperanti e volontari e soprattutto condiviso gli abbracci di Mage , i baci moccolosi di Viki e i preziosi sorrisi di Ageni.
Abbiamo accolto molti pellegrini in terra tanzaniana , li abbiamo accolti col cibo preparato da Rossella , abbiamo ascoltato storie , risposto a domande, ci siamo commossi insieme a loro nel vedere Zawadi scrivere, Salesia camminare a fatica, Pio
sorridere felice e Imma chiamare tutti mama . Non e’ facile reggere il ritmo di una casa aperta , avere le pareti trasparenti , ascoltare quando si desidera solo dormire ; il turbinio di persone e di parole,a volte, fa desiderare il silenzio , ma quando ci sono gli amici coi quali dividere anche la fatica , tutto diventa più semplice e alla fine c’e’ sempre la certezza che tutto questo e’ impresa di tutti.

Di questo straordinario periodo voglio raccontarvi il corso di formazione e la gita scolastica: mi piacerebbe avere più tempo per mettere in ordine i pensieri e gli avvenimenti, non riesco più a vivere in una dimensione temporale ordinata e logica, probabilmente la mia esistenza sta seguendo linee frattali.

Per la seconda parte del corso di formazione ci siamo trasferiti da Ilula a Mgongo perché Fausta non poteva più garantire la traduzione simultanea , la nuova sistemazione era all’altezza della precedente , le corsiste hanno lavorato con impegno e padre Jose’ e’ stato un prezioso traduttore-mediatore culturale . Sono ritornate le docenti Rosa e Viviana assieme ad una nuova docente Nicoletta, un team notevole, preparato, entusiasta , per noi sono stati giorni un po’ frenetici , alleviati dal vedere le nostre dade far lezione e le corsiste diventare sempre più consapevoli del proprio ruolo e l’azione( inconsapevole) prendere sempre più forma (consapevole) . Il corso rende meno utopico il progetto di far volare il centro con ali africane .

La scuola di Ageni ha organizzato una gita scolastica a Dodoma per assistere ad una seduta del Parlamento , sistemazione africanamente spartana e per Ageni il problema insormontabile legato ai servizi igienici (il classico buco..) . Abbiamo cercato un albergo con strutture per disabili e abbiamo deciso di andare anche noi con Mario , Rossella e Sara : saremmo stati quasi invisibili per tutto il giorno e la sera ci saremmo materializzati per portare Ageni in albergo .
Quando Ageni ha capito che avrebbe potuto andare in gita senza patire l’umiliazione di dover rendere pubblica la sua incontinenza si e’ illuminata tutta e ci ha regalato un meraviglioso sorriso .
Le corriere affittate dalla scuola erano dei veri catorci , issarvi Ageni e’ stata impresa eroica di Lucio . La strada per la capitale e’ sterrata , si scavalcano montagne , si arriva alla diga della centrale idroelettrica , per motivi oscuri e’ vietato fotografare e fermarsi e per transitare occorre un pass che permette l’apertura dei cancelli che chiudono l’unica strada che porta a Dodoma . Misteri dei servizi segreti tanzaniani ? ricordi della guerra fredda? Paura di attentati? Noi abbiamo obbedito al divieto ma un poliziotto ci ha accusato di aver fotografato e ci ha portato nella stazione di polizia , sperduta nella savana . pensieri foschi e un po’ romanzeschi : sequestrati 5 italiani accusati di spionaggio , chissà quanto dovremo pagare di tangente , siamo ostaggi , forse e’ scoppiata la guerra tra l’Italia e la Tanzania . mi sono trasformata in diplomatica , veste che mi sta un bel po’ stretta e tra blandizie, sorrisi, verità che sembravano bugie e bugie che sembravano verità ho ottenuto gratis la nostra liberazione , accompagnata persino dalle scuse del poliziotto capo . Noi siamo arrivati a Dodoma nel primo pomeriggio , Ageni e compagne di scuola in serata perché la corriera si e’ rotta tre volte , la sera la prima sorpresa : l’albergo non ha barriere architettoniche nei luoghi comuni ma e’ impossibile entrare in bagno con la sedia a rotelle . Risolviamo tutti i problemi logistici e ci godiamo la cena di compleanno di Mario . Il giorno dopo assistiamo increduli alla disorganizzazione dei docenti tanzaniani , provando comunque una grande invidia perché in tre accompagnano 140 studentesse e nessuna si perde , nessuna brontola ; davanti al parlamento studenti da tutta la Tanzania e silenzio rispettoso , un silenzio di cui noi abbiamo perso memoria .
A noi non e’ consentito entrare , ci trasformiamo in turisti in un luogo dove di turistico non c’e’ nulla e ce la caviamo benissimo , Lucio ed io ci godiamo la giornata con gli amici e una rara dimensione di coppia .

Un abbraccio
Bruna