Monica e Salesia: un nuovo inizio - 26 maggio 2011

Carissimi

Due storie che spero vi aiutino a reggere la situazione italiana , due storie che non so se saranno a lieto fine , so che sono a lieto principio.

Ricordate Monica , la sorella minore di Mage? l’abbiamo ritrovata (lettera del 28 settembre 2008), persa, ritrovata, ha avuto un bambino e ogni tanto compariva per salutare .
Una domenica l’abbiamo vista a Mgongo , tornata a vivere dalla zia perche’ il “ marito” l’aveva selvaggiamente picchiata, niente piu’ aria da donna vissuta, vestiti tradizionali, il bambino sulla spalle. Radio dade racconta che il marito e’ un violento, che forse si droga, di sicuro beve, racconto senza nota di scandalo nella voce tanto e’ la storia di molte donne , nulla di nuovo sotto il cielo di Iringa; dopo pochi giorni l’aggiornamento: il marito di Monica, guidando ubriaco e senza patente, ha ucciso una donna, e’ scappato ed ora e’ ricercato dalla polizia .
Che destino strano, la sorella disabile e’ serena, non sospetta neppure l’esistenza della cattiveria umana, ama tutti e tutto, la sorella normale e’ normale nella cattiva sorte, niente serenità, niente amore, solo botte. Sono tormentata dal ricordo di quella bambina che cercava la mia mano, sono tormentata dal pensiero di averla separata dall’unica persona che le voleva bene, sono tormentata dal debito che so di non aver pagato.
Non ascolto nessuna voce razionale, vado nel villaggio a cercare Monica, la trovo in una capanna semidistrutta intenta a rimestare, col bambino sulle spalle, l’immancabile polenta, immagine che per qualcuno e’ da cartolina etnica , ma che per me e’ immagine di quella miseria che non ha nulla di poetico. E’ felice di vedermi , confusa , non sa cosa offrirmi , le dico che sono io che ho da offrirle qualcosa e glielo spiego . Gli occhi si illuminano di gioia, spunta un sorriso, corre a chiamare la zia nei campi, non puo’ decidere lei della sua vita . Monica e’ semianalfabeta, ha frequentato sino alla quarta ma non ha fatto l’esame, senza licenza non si trova lavoro, senza licenza non si puo’ sperare in un futuro diverso. Le ho proposto di vivere a Iringa , di frequentare la scuola per ragazze madri , di prendere la licenza elementare , poi si vedra’ , noi ci faremo carico del suo mantenimento, lei dovra’ studiare e dare una mano a casa nostra quando ne avremo bisogno.

La zia e’ stata d’accordo subito e cosi’ Monica ora vive con suo figlio in una stanza in affitto, frequenta la stessa scuola della sorella di Zula e il sabato si siede in veranda a fare esercizi di aritmetica, che poi io correggo .
Abbiamo pagato il nostro debito, ora il futuro di Monica e’ nelle mani di Monica.

Salesia e’ il nome di una bambina di un villaggio lontano da Iringa, Salesia e’ figlia di una donna disabile fisica e mentale, Salesia e’ la fotocopia della madre anche nella disabilita’ . Da tempo le volontarie di Alm ci chiedono di intervenire , da tempo noi diciamo che non siamo in grado di ospitare una quarta bambina disabile , che il villaggio e’ troppo lontano per pensare al centro diurno , insomma da tempo tergiversiamo nella speranza di trovare una soluzione.

Ci portano la bambina e quegli occhi ci costringono a trovare una soluzione : per alcuni mesi vivra’ da un parente a Iringa e noi cercheremo di insegnarle a camminare .

Salesia si trasferisce con la mamma dal parente che, dopo pochi giorni, le caccia. Non so cosa fare , Salesia e’ dolcissima , una piccola creaturina che sembra chiedere scusa di essere nata, lo so che non possiamo aiutare tutti quelli che incontriamo, lo so che non e’ responsabilita’ mia se non ci sono strutture, lo so che devo ragionare prima di buttarmi nelle imprese, lo so che il destino di Salesia non e’ solo affar mio, ascolto sempre la mia voce ragionevole , ma io non voglio mica aiutare tutti, io adesso voglio aiutare solo Salesia , non mi pare di chiedere troppo, e’ una bambina, non e’ cento bambini!Vado in palestra , mi siedo sul materasso , guardo le dade e dico “cosa facciamo? Salesia deve tornare al villaggio “ e dada Zula dice “la ospito io” .
Sto gia’ delirando , non capisco piu’ le frasi elementari , chiedo di ripetere, ho capito bene . Salesia ora vive a casa di Zula che le ha dato persino un letto con materasso nuovo, ogni sera piange e cerca la mamma, ma poi si consola perche’ il giorno dopo potra’ giocare nella nostra palestra. Anche mama Salesia piange , non puo’ stare senza la sua bambina ma quando le dicono che sta imparando a camminare sorride e dice “ l’aspettero’ qui a casa” . In tutti questi anni qui a Iringa non ho mai visto una mamma cosi’ mamma come mama Salesia .

Un abbraccio
Bruna