4 Gennaio 2014 - La Sicilia - "Shangilio" che unisce la nostra Sicilia all'Africa

L'arcivescovo tra volontari e missionari di Trinacria in Tanzania

L'arcivescovo tra volontari e missionari di Trinacria in Tanzania L'arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, ha compiuto nei giorni scorsi un viaggio pastorale in Tanzania, durante il quale ha incontrato i missionari e i volontari siciliani che operano in quelle zone. Pubblichiamo di seguito il suo diario di viaggio. Michele Pennisi* L'Africa è sempre una terra che ha un suo fascino ammaliante, sia per chi la solca per la prima volta, sia per chi come me, da 16 anni, si ritrova a percorrere le sue distese di terra dai colori variopinti. In questo periodo dell'anno in cui le piogge, portatrici di vita, concedono alla natura di dare il meglio di sé, l'atmosfera e i paesaggi mozzafiato, con i baobab pieni di foglie, donano ai visitatori di godere in pieno le meraviglie operate dal Creatore. Una delle prime impressioni positive che hanno avuto i componenti del gruppo è stata la strada che conduce da Dar es Salaam ad Iringa... ben 500 km. Considerazione: la nostra strada per Corleone è da "Terzo Mondo": dobbiamo forse invitare i cinesi... magari loro la realizzeranno più in fretta! Il vescovo di Iringa, mons.Tarcircisio, che ci ha ospitati in questi giorni, ci ha portati a visitare la parrocchia di Ilole dove, con le offerte inviate in questi anni, è stato restaurato un edificio di un grande complesso che ospiterà in futuro una scuola secondaria per ragazze ad indirizzo scientifico.

Abbiamo visitato una bellissima realtà nella città di Iringa la "Nyumba Ali" "La casa con le ali" di Bruna e Lucio, una coppia di Bologna che si è trasferita in Tanzania nel 2007, e si occupa del recupero di bambini paraplegici.

L'accoglienza nella parrocchia di Kitanewa retta da padre Salvatore Ricceri è stata "in mezzo a canti di gioia di una moltitudine in festa". Circa 250 bambini si sono fatti trovare lungo la strada, prima di arrivare in parrocchia, nel villaggio di Mapogoro: con canti e "shangilio" (tipico grido di gioia) ci hanno accompagnato nella chiesa del villaggio dove, in un silenzio assoluto, hanno ascoltato le parole di saluto che il vescovo ha rivolto loro. Non sono mancati i tradizionali doni di accoglienza che hanno fatto al vescovo: galline, uova, arachidi, riso e ogni altro bene. Particolare e commovente è stata la visita fatta ad una anziana signora di oltre 80 anni, che attendeva, lungo la strada, il passaggio del vescovo. Ci ha accolti nella sua capanna. Anche lì non sono mancati i doni: tre uova sode. Altrettanto festoso è stato l'arrivo in parrocchia. Gli ultimi 3 km li abbiamo fatti a piedi accompagnati da un gruppo di giovani e mamme con canti, danze e agitando rami: sembrava rivivere l'immagine biblica dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Una folla di 600 tra uomini, donne e bambini hanno aperto il corteo di accoglienza nel villaggio di Idodi, dalle porte del villaggio fino alla chiesa dove ci aspettavano altre 600 persone circa. La celebrazione è durata circa due ore e mezzo e ci sono state 30 cresime. Alla fine della celebrazioni sono stati benedetti due secchi di acqua per inaugurare e benedire l'asilo, fatto costruire dalla comunità parrocchiale della cattedrale di Monreale, e la posa della prima pietra dell'ostello per ragazze della scuola secondaria, finanziato dai benefattori di Hakuna Matata onlus. Per il pranzo sono stati macellati due buoi e cucinato cento chili di riso... Tutti hanno mangiato ringraziando e lodando Dio per il grande giorno di festa! La visita alla scuola elementare di Mahuninga è stata animata dai canti e dai balli dei suoi 636 alunni e dai 10 maestri. Come primo canto non poteva mancare l'inno nazionale della Tanzania: "Dio benedici l'Africa, benedici i nostri giovani... la sapienza, l'unità, la pace... e tutte le persone che la abitano.... benedici i bambini dell'Africa... e tutta la Tanzania". Domani inizieremo in viaggio di ritorno. Ci sposteremo nella missione di Ilula dove alcuni sacerdoti della nostra diocesi hanno portato avanti alcune opere. L'ultima, ad opera di padre Giuseppe Provenzano e il Gruppo Pro-Tanzania di Partinico, è la costruzione di una chiesa dedicata alla Beata Pina Suriano.

Sulla collina del villaggio di Madizini sorge la chiesa dedicata alla Beata Pina Suriano, già ultimata e in attesa di essere imbiancata e consacrata. La struttura "Villaggio San Felice" nel villaggio di Image Namba Mbili, è una bella realtà che accoglie 107 tra orfani e disabili di diverso grado. La responsabile degli operatori (10 in tutto), Fausta, ha studiato Scienze biologiche a Catania e durante gli anni di studio, ha passato i fine settimana a Troina all'"Oasi Maria SS. Assunta" per imparare le tecniche di riabilitazione. La struttura si occupa anche di fisioterapia per gente che ha subìto traumi in seguito ad incidenti stradali. Si cercano anche volontari che dall'Italia possano venire in estate a dare una mano di aiuto. Fausta si occupa anche di un Centro di analisi cliniche, che è all'interno della struttura, un bellissimo centro come i nostri in Italia. Il nostro viaggio volge al termine. Speriamo che anche questa volta siamo riusciti a farvi gustare un po' l'Africa... a mettervi nel cuore il desiderio di visitarla... di fare qualcosa di concreto per questo popolo! *arcivescovo di Monreale *

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