La festa nel nuovo centro la racconta Giulia C.

16 Agosto

Si può rimanere incantati, si può rimanere affascinati, rapiti, stupiti, rattristati, commossi, colpiti la prima volta in Africa. La prima volta in Tanzania. La prima volta ad Iringa. La pima volta a Nyumba Ali.

Sì, può succedere. E mi è successo.

I colori, sapori, suoni e folclore africano erano tutti lì, intorno al terzo nuovo centro di Nyumba Ali, uno dei tanti passi in avanti di Mama Bruna e Baba Lucio ed il “loro mondo” per cambiare il mondo in cui noi tutti viviamo.

La festa d’inaugurazione è stata un grande cuore pulsante i cui battiti erano scanditi dai canti e balli delle dade ed Adam e dei bimbi della Nyumba Ali, veri protagonisti della giornata. E’ stata la festa di chi sa condividere gioie e dolori dei bimbi speciali che Nyumba Ali sa vedere come “doni” e che ci ha insegnato a vedere come tali. E’ stata la festa delle dade e del loro impegno ed entusiasmo nell’organizzazione perfettamente tanzaniana della giornata, che ci hanno fatto trovare cibo delizioso preparato con cura ed amore. E’ stata la festa baciata dal sole più dolce che il periodo permette ed il cielo in quel fazzoletto di terra si è colorato del viola e giallo dei festoni con cui le dade hanno adornato il cortile.

Il calore, l’affetto e la presenza dei tanti amici, invitati e genitori dei bambini hanno completato la magia.

Ho visto sorrisi, quelli veri, che nascono dal profondo del cuore e le lacrime che sgorgano dalla commozione più pura ascoltando le parole tratte dal libro di Zawadi. Ci ha ricordato le difficoltà del vivere da disabile in questo Paese e dei sacrifici che la sua mamma ha dovuto fare per lui, prima di incontrare l’aiuto prezioso che Nyumba Ali gli ha saputo dare.

Un momento speciale è stato segnato dallo spettacolo di giocoleria del mazingaombwe Federico. Mi sono divertita a fotografare i volti estasiati e sorpresi del pubblico numeroso, illuminati dalle risate di divertimento e di partecipato entusiasmo che scaturivano quando.

Federico coinvolgeva i bambini arrivati dal quartiere per ammirarlo o manipolava 3 cappelli al ritmo di una canzone di Micheal Jackson. Quei sorrisi, quello stupore, come di chi sperimenta qualcosa per la primissima volta, mi resteranno sempre dentro.

La bellissima struttura del nuovo centro, dotata di un ufficio, una grande palestra equipaggiata, scuoletta, appartamentini residenziali non sarebbe nulla senza quel cuore pulsante.

E quel cuore c’è. Io l’ho visto.

Giulia Carrozza

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