Il primo mese di Cristina: sulle tracce di Francesco e il sultano

2 novembre

E' ormai trascorso un mese, la vita in solitaria che all'inizio mi sembrava tanto lenta è trascorsa velocemente. In questo mese ho vissuto esperienze belle e brutte. 

Ho imparato a conoscere meglio le operatrici con cui collaborerò questi mesi, donne determinate, fiere del lavoro che fanno, che hanno imparato a chiedere le cose senza cercare sotterfugi per ottenerle. 

Ho conosciuto finalmente Adam, il prezioso braccio destro di Bruna, che sinceramente credo sia prezioso davvero. L'ho osservato attentamente in questo mese, cercando quasi in modo ossessivo di beccarlo in fragrante, di trovargli un difetto, di trovare la falla in questo ragazzo che sembra troppo occidentale nel modo di lavorare per essere tanzaniano. Mi sono dovuta ricredere, è bravo con i genitori, con i bambini, con le autorità locali...certo, per scrivere l'ODG dell'incontro di sabato con i genitori ci ha impiegato una mattinata intera, ma non si può avere tutto dalla vita! la fretta non è di questo mondo! 

Ho gioito nel vedere gli occhi luminosi di una nuova ragazza che viene al centro, felice dei piccoli risultati che raggiunge ogni giorno con i suoi amici nel nostro nuovissimo laboratorio creativo. 

E mi sono sentita orgogliosa di collaborare con questa associazione quando è uscito l'articolo sul libro di Zawadi sul giornale, ma anche molto più semplicemente quando mi sono concessa di restare a giocare con i bambini del centro di Ngome, tralasciando gli impegni che avevo. 

Poi ho visto e sentito cose meno belle: un ospedale in cui il dottore non poteva operare, prima perché non aveva una siringa, poi perché era il momento della sua pausa, poi perché noi non avevamo telefonato prima di andare...ma alla fine l'insistenza di Adam ha vinto. 

Ho scoperto che viene fatta una selezione speciale per le operatrici delle accettazioni degli ospedali di tutto il mondo, se non sono scontrose e sgarbate e possibilmente lavative non possono essere assunte. Ecco qua in Tanzania a queste caratteristiche si aggiunge la corruzione: l'operazione costa 60.000 scellini e io te ne chiedo 70.000....ed anche in questo caso la paziente “incazzatura” di Adam ha vinto. 

Poi ho sentito suggerimenti ambigui che mi hanno lasciata perplessa, come il consiglio dato da un medico ad una nostra dada che doveva portare il figlio a far operare a Dar, che le ha suggerito di pagare 2000 scellini ogni volta che un medico o un infermiere la facevano attendere troppo, approfittandosene del fatto che la gente che non è di Dar è più "timida"e quindi rimane ad aspettare in silenzio senza protestare ore eterne. La nostra dada non ha pagato, risultato ha dovuto aspettare 3 giorni per sentirsi dire che il bambino verrà operato il prossimo mese. 

Ho litigato con una guardiana che dormiva tutto il giorno e litigherò domani con uno zio che si permette di fare commenti improbabili sul lavoro che svolgiamo.

Insomma gioie e dolori di un quotidiano che è straordinario!

Ho cercato in questo mese di seguire il consiglio di un amico che mi ha detto di essere come San Francesco quando è andato dal sultano, senza pregiudizi, senza la supponenza di voler cambiare l'altro, con rispetto assoluto, nell'accoglienza dell'altro, anche quando non lo capiva.

Io mi sforzo, ci provo, ma la strada da fare è ancora tanta!

Cri