Alcune semplici riflessioni dopo un Novembre con la Nyumba Ali

17 dicembre

DSCN8727Dopo 5 anni di studio, anche sulle disabilità, e dopo aver visto tanti bambini disabili nei periodi di tirocinio e nelle nostre vite, arriviamo in Tanzania (io, Paola, per la prima volta e Irene per la seconda) e ci stupisce la gioia dei bambini della Nyumba Ali.

Sono bambini che vivono in condizioni peggiori delle nostre, che hanno difficoltà motorie gravi e spesso anche cognitive, eppure su una cifra ipotetica di 20 bambini 1 solo si lamenta e tutti gli altri sorridono e sono felici.

Sorge spontanea una domanda: perché ci stupisce la loro gioia? Forse perché da noi spesso non è così? Crediamo che, in Italia, questo sia dovuto ad un’eccessiva preoccupazione delle famiglie che spesso sono insoddisfatte dei servizi e i figli, come ben sappiamo, assorbono le ansie e i vissuti dei genitori.

Qui invece i centri dell’associazione sono delle isole felici in cui finalmente a questi bambini è stata restituita la dignità di esseri umani e il permesso di uscire allo scoperto. Lo scopo è dare loro autonomia e permettergli di trovare un loro posto in una società che non li considera parte integrante di essa.

In negativo, invece, ci lascia spiazzate il modo in cui la gente del luogo ci guarda quando giriamo con le ragazze della casa (Marge, Ageni e Viky). I loro sguardi sono stupiti, impauriti…indescrivibili, quando a noi, al contrario, viene spontaneo accoglierle e volerle bene fin dal primo momento. Dovremmo cogliere ciò che c’è di positivo da una parte (meno ansia) e dall’altra (più accoglienza) dando così vita ad un contesto, sicuramente utopico, ma crediamo efficace. 

Paola & Irene