Relazioni

RELAZIONE MORALE DELL’ANNO 2011

a cura del presidente, Mario Pinotti

 

1)     IL RICONOSCIMENTO DALLE ISTITUZIONI TANZANIANE

 Il 2011 dovrà essere ricordato come l’anno in cui la Nyumba-ali è diventata un’associazione adulta e carica di più impegnative responsabilità.

Tutti gli investimenti di risorse finanziarie, di competenze professionali, di generosità multiformi, di progettualità hanno rappresentato la ricchezza che dal 2006 ci hanno accompagnato per diventare ciò che dal 2011 siamo: ente riconosciuto ufficialmente dalle istituzioni del distretto di Iringa (uno dei22 incui è suddiviso lo sterminato territorio della Tanzania.

L’assessorato ai servizi sociali di Iringa ha attribuito agli attestati, rilasciati ai corsisti alla fine della formazione che abbiamo organizzato,  il valore di titolo per l’immissione in ruolo nelle graduatorie dell’assistenza ai disabili,

ma, n particolare e soprattutto, il dipartimento dell’istruzione ha riconosciuto nel nostro centro un partner capace e affidabile da impegnare nella grande battaglia di civiltà di dare ai bambini hendicappati una cultura, un’integrazione, un futuro. La nuova legge tanzaniana sui disabili, approvata nel2011, haproprio questo intento e ci deve onorare il fatto che noi, così piccoli, così fragili, siamo stati chiamati ad un compito  che è la principale ragione sociale della nostra esistenza.

Con vivissima gratitudine ringrazio a nome dei soci padre José, missionario colombiano alla Faraja di Mgongo, che ha tradotto in kiswaili le dispense in italiano dei corsi che abbiamo organizzato tra il 2010 e il 2011. Queste dispense diventeranno un punto obbligato di riferimento per la formazione di futuri educatori dei disabili.

 

2) ESTENSIONE DEL CAMPO D’INTERVENTO

 A questo riconoscimento siamo arrivati con una nuova sicurezza sul nostro patrimonio immobiliare: la diocesi di Iringa, rappresentata dal vescovo Tarcisio ..., proprietaria dei nostri beni immobili, ha firmato una convenzione secondo la quale la Nyumba-ali potrà gestire in comodato gratuito il Centro fino a quando sussisteranno le ragioni sociali della sua esistenza, codificate nello statuto fondativo.

E’ un riconoscimento di grande rilievo morale considerata la fonte da cui proviene e che ci dà prestigio e credibilità entro la comunità di Iringa.

Poche settimane dopo abbiamo firmato una convenzione con un’associazione di Brescia e la comunità di villaggio Mawaki (località di Pomerini sperduta nell’altopiano di Iringa). Essa consentirà a breve l’apertura di un nuovo centro per disabili dei villaggi di quell’area. E’ già iniziato il delicato lavoro di individuazione dei bambini hendicappati che purtroppo non mancano.

A noi toccherà la direzione scientifica e professionale del centro di Pomerini e potremo assolvere a tale compito dislocando una parte di soldi del nostro bilancio: garantiremo un pasto al giorno, compreremo gli arredi, stipendieremo un’educatrice di Pomerini, assicureremo una supervisione da Iringa.

Se tutto questo potrà accadere, è perché i corsi di formazione svolti nel 2010 e nel 2011 hanno dato i frutti desiderati. L’educatrice di Pomerini ha frequentato quei corsi, l’esperta supervisionatrice (oltre a Bruna e a Lucio) sarà una delle educatrici del nostro attuale centro di Iringa, le ausiliatrici a Pomerini saranno le nostre due cooperanti che soggiorneranno nella missione locale a turno per qualche mese.

Non solo, ma là dove c’è il bisogno, vogliamo che ci sia anche una risposta fin che le nostre forze ce lo permetteranno.

Vogliamo acquistare un terreno ad Iringa (già individuato) e costruirvi un altro centro: esso sorgerebbe nel quartiere da cui provengono oggi in maggior parte i 21 bambini accolti ogni giorno nella palestra presso la casa di Bruna e Lucio (un numero già considerevolmente elevato, nonostante i bellissimi ampliamenti costruiti: gazebo con sedie e tavoli per il pranzo e per attività di studio). Lo dirigerebbe una delle nostre ducatrici nelle modalitàà organizzative che saranno ritenute più opportune. La nuova struttura consentirebbe di risparmiare le spese di trasporto giornaliero dei bambini.

Il nostro contributo all’emancipazione dei disabili, però, non è solo di natura quantitativa. Possiamo già disporre della competenza volontaria di grandi professionisti: Francesco Ganzaroli, operatore del Comune di Ferrara e grande esperto in comunicazione alternativa aumentativa (CAA) e Claudio Signorini, operatore del centro di formazione professionale “Forma” di Mantova, esperto di tiflologia.

Colgo l’occasione per ringraziare a nome della Nyumba-ali Francesco Ganzaroli ed Elena Bonfà per l’aiuto che già ci hanno fornito (settembre 2011) e che intendono continuare a fornirci e Claudio Signorini per l’aiuto che ci assicurerà.

Accanto a questa prospettiva che ci vede già parte di un sistema istituzionale, non posso tacere le numerose vicende individuali che danno alla nostra presenza tanta ricchezza morale e speranzosa energia: bambini disabili provenienti da villaggi lontani con madri sole accolti in casa dalle nostre educatrici, piccole solidarietà tra donne generate da quanto di meglio conserva la tradizionale cultura del popolo tanzaniano, attività artigianali come riscatto dall’emarginazione, solidarietà concrete della società civile di Iringa e tra cooperatori italiani.

Per questo ringrazio Laura, Edoardo, Suco, Tumaini, Zula, Sarome.

Tutte queste testimonianze non cancellano incomprensioni, resistenze, difficoltà, emergenze, ma sono il sostrato che danno le ragioni e la forza di andare avanti.

 

3) COMPITI VECCHI E NUOVI DELLA NYUMBA-ALI

Questa assemblea, tuttavia, non deve solo celebrare il passato che la conforta e il presente che la impegna, ma affrontare l’avvenire prossimo e lontano con la capacità di adeguare sempre di più al bisogno la nostra azione.

Il primo terreno in cui essa si è espressa sono state le iniziative che possiamo ritenere consolidate.

Esse ci permettono il radicamento sul territorio bolognese, il rafforzamento di legami affettivi e solidali, la configurazione di una appartenenza ad uno scopo comune.

Lo scorso anno ricordavo e mi cito direttamente:

 “Non faccio qui un resoconto delle iniziative individuali a sostegno della Nyumba-ali: sono tante, spontanee, meravigliose, ma chi le compie di norma preferisce rimanere anonimo per discrezione, modestia, generosità.

Taccio anche gli introiti crescenti del 5 per 1000 che sono sicuri indicatori della condivisione diffusa che ci accompagna.

Mi riferisco invece a quelle iniziative che hanno una visibilità ormai consolidata e che garantiscono circa il 20% degli introiti annuali.

La festa di primavera alla “Ca’ bura” è stato l’appuntamento con cui apriamo abitualmente La stagione: un appuntamento che da subito ha rivelato l’alto concorso delle solidarietà, espresso dal numero delle nostre esposizioni, dalla varietà delle iniziative, dall’accoglienza degli amici del centro sociale della “Ca’ bura”e dalla presenza di una cerchia di partecipanti sempre più ampia e sempre meno occasionale.

Voglio ringraziare Gabriella Lippolis e la sua band per l’interpretazione di canti della tradizione tanzaniana e compiacermi dei consensi conseguiti.

Abbiamo poi allestito il mercatino degli abiti donati, realizzato con le amiche dell’associazione “Margherita” sia all’inizio dell’estate sia all’inizio dell’inverno. Anche in queste occasioni abbiamo registrato un grande afflusso di persone, per lo più    diverse dai partecipanti alla festa della primavera.

Anche nel 2010 si è ripetuta la raccolta della lavanda nel mese di luglio grazie alla squisita ospitali tà di Francesco Piero e di Annarita nella loro incantevole residenza della “Balosa”.

Non può essere taciuta la tradizionale lotteria di Natale con la consueta presenza di tanti partecipanti. E’ un’iniziativa che ci permette sempre di coinvolgere insegnanti, studenti e genitori di alcune scuole bolognesi (ai licei Galvani e Copernico va aggiunto l’istituto agrario Serpieri) e di constatare quanto la solidarietà attorno all’associazione si mantenga anno dopo anno nonostante la crisi economica che ha cominciato a farsi sentire.

A questo proposito voglio ringraziare Lorenzo, Lisa, Rachele, Sara, menzionabili per l’impegno e la passione profusi nell’organizzare i banchetti.

Un appuntamento istituzionale, particolarmente riuscito, è stato quello della festa delle “volontassociate” del 2 ottobre, promosso dalla Provincia di Bologna per mezzo della Volabo, che ci offre sempre in modo puntuale assistenza e consulenza tutte le volte che ricorriamo ad essa.

Anche quest’anno la nostra partecipazione non si è limitata ad una presenza di banchetti, ma ha comportato un impegno attivo nell’organizzazione generale e a tale proposito merita un riconoscimento particolare Valentina che ha continuato a dedicare molto del suo tempo e della sua creatività a tale evento.

Oltre alla presenza sul territorio è fondamentale curare la comunicazione di ciò che siamo e che facciamo.

Un bel progresso da questo punto di vista è stato compiuto con la ristrutturazione del nostro sito, più razionale, più ordinato, più facilmente consultabile.

Al nostro sito va attribuita una crescente importanza per la quantità di avvenimenti, l’estensione delle relazioni, l’accumulazione del patrimonio documentario. Esso non dovrà essere solo frequentemente aggiornato , ma anche trasformato in un archivio di consultazione e di ricerca.

Bologna, 8 maggio 2012


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