Le emozioni del ritorno

2 Dicembre

IMG 20201202 182211-minEntrando nella casa della Nyumba Ali, la casa che più volte mi ha accolta con calore tra le sue mura, noto sulla parete in ingresso la scritta lasciata da me la prima volta, nel 2013: ha una piccola aggiunta in alto a destra con scritto “Novembre 2015: non si può non tornare una seconda volta”. Non è del tutto vero, sono tornata altre tre volte dopo quel momento, e ho la sensazione che ce ne saranno ancora; di sicuro, questo è quello che spero.

È una forte emozione per me tornare qui dopo 4 anni, attraversare la veranda e andare verso la palestra, dove le Dade mi salutano con gioia. Anche Sophie mi riconosce e mi corre incontro, anche se ovviamente non ricorda il mio nome; le mostro delle nostre foto del 2015 ed è felicissima, poi mi chiede di vedere altre foto ancora: mama Bruna, baba Lucio, Ageni, Mage, Viki.-.le sembra impossibile poterli vedere sul mio telefono, ora che sono in Italia!

In palestra molti bambini non li conosco: è un buon segno, vuol dire che ne sono arrivati di nuovi! Ma vuol anche dire che qualcuno non c’è più, e che altri per vari problemi e situazioni sono stati mandati a casa. Tutti non si possono aiutare, o non tutti nello stesso modo, e la collaborazione della famiglia è indispensabile e fondamentale. Molti passi in avanti sono stati fatti, ma ancora tanti sono da compiere.

Altri bambini sono quelli di sempre e nel vederli così cresciuti mi commuovo: Pio, Corin, Sara. Si ricordano di me, non tutti possono dirlo a parole ma i loro occhi parlano da soli. Riconosco alcuni bimbi in palestra che l’ultima volta stavano a malapena seduti, e ora camminano! È incredibile vedere i loro progressi a distanza di tempo. Il centro si è ampliato: ora oltre alla palestra e alla scuoletta, lì dove Ageni una volta faceva i mandazi c’è una piccola stanzina di informatica.

Ho l’occasione anche di rivedere Zawadi, forse il momento più emozionante per me: la scuola che lo ospita a Ilamba è davvero bella, c’è una vista mozzafiato ed è tenuta molto bene. Anche la sua casetta è pulita e ordinata, e lui è ironico e sveglio come sempre. Si parla del più e del meno, dell’Italia, del Covid, del suo futuro, di cosa fare finita la scuola…i sogni sono tanti e la speranza è quella di poterli realizzare.

In questo mese qui a Iringa ho potuto trascorrere pochi momenti nei centri di Wilolesi e Ngome, ma la percezione che ho avuto è che si sta facendo un grande lavoro: le Dade lavorano con autonomia e professionalità, e Adam si impegna più che mai, quasi senza limite di orari nelle sue giornate. Sicuramente i dubbi sul futuro dei centri ci sono, e bisognerà trovare presto nuove soluzioni e strategie, ma quello che è certo è che i nostri bambini continuano a volare.

Irene