2017

Buon "ANNO"...

10 marzo

Carissimi

il 3 marzo è iniziato il nostro nuovo anno.

Lucio è tornato ad Iringa, io sono a Bologna con Ageni alle prese con esami e lezioni universitarie 

Non voglio dimenticare nulla dell'anno scorso, le sofferenze, le gioie, gli imprevisti, le lacrime, i sorrisi, gli arrivi e le partenze; spesso ho pensato di non farcela, ho avuto paura, una paura che non avevo mai conosciuto, mi sono sentita vulnerabile e fragile.

L’anno trascorso è stato l’anno della malattia di Lucio, del viaggio in Italia di Zawadi, di Ageni che studia all’università di Bologna, un anno di sedie a rotelle, deambulatori, bastoni, fisioterapia, ospedali e di una casa che è diventata piccola per accogliere anche Mage e Viki.

Mi sono scontrata con la burocrazia italiana per la quale Ageni esiste solo da poche settimane, ho sofferto nel vedere le persone piegate su loro stesse a sui loro cellulari, mi sono sentita straniera, in bilico tra due realtà che solo dentro di me sono un’unica realtà.

Lentamente ho ripreso confidenza con abitudini che avevo dimenticato, ma ancora non sono in grado di affrontare con serenità centri commerciali e trasmissioni televisive; ho apprezzato le strade asfaltate, la mancanza dell’ugali, la mostra sull’Ariosto, i contatti reali con le persone che amo, la primavera e l’autunno.

Cristina, Daudi, Paola,Roberta,Irene, Andrea, Chiara, Marisa, Emanuele, Claudio, Elisa sono state le colonne portanti della Nyumba Ali, senza di loro tutto sarebbe finito in poco tempo; grazie a loro Mage, Ageni ,Viki e tutti i bambini dei centri hanno continuato ad essere protetti, grazie a loro si è concluso l’accordo con l’associazione di Pomerini e possiamo continuare a camminare assieme a tutti voi.

Tra pochi giorni raggiungerò Lucio a Iringa e con l’aiuto di Lara affronteremo il viaggio in aereo per portare a Bologna Mage e Viki. Una delle casa con le ali si trasferisce in Italia, e dato che la casa di Bologna si è ristretta, staremo al Lido di Spina con Mage e Viki. 

E Ageni? Ageni starà a Bologna con Antonella, una compagna di corso; quando ci sarà bisogno del mio intervento... farò la pendolare. Ecco in poche parole come sarà la nostra terza vita.

Devo ancora raccontarvi le ultime notizie . Andrea è tornato in Italia perché è stato assunto a tempo indeterminato dall’ASP di Codigoro, Nyumba Ali gli ha portato fortuna: è uno dei rari giovani che ha trovato lavoro a tempo indeterminato, si occuperà degli adulti e dei disabili del comune di Comacchio, il comune dove vivremo con Mage e Viki!

I centri di Iringa sono affidati a Chiara e Paola per terminare il lavoro di Andrea: la consegna in mani locali delle attività dei centri, noi avremo il compito di revisione,controllo e sostegno economico.

Inizia la nuova fase di cogestione, una fase delicata, impegnativa, stimolante;una nuova sfida che insieme possiamo vincere.

Un abbraccio

Bruna

Il ritorno

23 Febbraio

Ormai è passato un anno e Lucio è tornato a casa. Tutta la Nyumba Ali a Iringa e in Italia è con lui.

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La visita di Mons. Zuppi nella Casa con le Ali

20 Gennaio

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Pomerini: un grande traguardo

28/01/2017

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Fra realismo e speranza

4 Gennaio

Il 2 gennaio hanno riaperto i Centri della Nyumba Ali: nella sede di Wilolesi, quella in cui siamo noi, e in quella di Ngome molti bambini e bambine sono tornati, altri no.  Alcuni sono dai parenti, altri affrontano più giorni di viaggio per ritornare, altri bisogna recuperarli. Quattro di loro normalmente abitano insieme alla Dada Suku nelle stanze accanto al nuovo centro di Ngome: hanno situazioni particolari per cui, di fatto, il Centro Diurno  per loro è un vero e proprio centro residenziale (in Italia si chiamano così).

Si sa che per loro le vacanze, anche se di una settimana, sono potenzialmente a rischio per le condizioni della casa stessa e per il disinteresse con cui vengono ancora, purtroppo, trattati i disabili.  Peter, uno dei quattro, va recuperato a casa della nonna non troppo lontano da Ngome.

Il 2 gennaio Andrea, Paola e Chiara sono andati a prenderlo ma è stato subito chiaro che non era possibile portarlo in mezzo agli altri bambini: era evidente che stava male, poteva avere qualsiasi cosa. E’ bastata una settimana con la nonna per comprometterne la salute. 1235648645Storie come queste sono più frequenti di quello che si immagina: fortunatamente per Peter è andata a finire bene.  Il giorno dopo Andrea ha portato Peter (con la nonna…) all’ospedale del Cuamm di Tosamaganga: qui il bambino ha fatto tutti gli esami e poi è stato visitato da una pediatra italiana che ha confermato la diagnosi di denutrizione.

Abbandono, incuria e poco cibo formano ancora una combinazione potenzialmente letale e a volte un’intera giornata per capire di cosa si tratta potrebbe non essere sufficiente. Questa nota risuona forte, come un lamento nel silenzio della notte africana.

Il segno di speranza di oggi è proprio la foto del Centro di Ngome quando l’abbiamo visitato tutti insieme il 22 dicembre, appena arrivati. Si vedono tanti “Wazungu” (bianchi) - molti di loro sono tornati in Italia il 31 dicembre - ma soprattutto si vedono Peter e i suoi compagni accolti dalla Nyumba Ali sul cui cancello c’è scritto  “HATUA KWA HATUA TUNAWEZI KUBADILISHA DUHIA” (“Passo dopo passo possiamo cambiare il mondo”).

Patrizio