2017

La realtà

24 Novembre

Spesso ci chiedono da dove vengono i bambini della Nyumba ali; noi rispondiamo che vengono dalle zone periferiche e più povere delle città o da villaggi; ma se per "da dove vengono?" si intende sapere da quale realtà, rispondiamo che in oltre 10 anni la maggiorparte dei bambini ospitati dalla Nyumba ali viveva in relatà come questa....

11f1e97c-87bd-45c8-8bb1-df582dbbf774  0dea38a9-8a62-49c3-8a52-2c85ee61f830 

A Iringa tutto funziona!!

15 novembre

Cari Amici con le Ali,
 
DSC05079sono rientrata da Iringa da un paio di settimane, Bruna mi ha battuta sul tempo per un riassunto generale della situazione, così io posso solo confermare tutto il suo lungo racconto e aggiungere qualche informazione e testimonianza in più.
Ero ad Iringa per uno dei corsi di formazione sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa e sull’inclusione scolastica con IBO Italia (partner di Nyumba Ali in recenti progetti e speriamo anche in progetti futuri), ma, alloggiando alla Nyumba tutti i giorni, ho avuto modo di osservare da vicino il lavoro dei centri senza i “wazungu”, i bianchi.
… E tutto funziona!
Il primo ad arrivare al mattino è l’autista Yona, a seguito la cuoca Regina e il responsabile Adam, tutto si mette in moto piano piano, i bambini prima arrivano a Ngome, poi a Wilolesi.
Le dade si prendono cura con amore dei bambini, la dada Zula ripete per cento volte di fila, con pazienza e delicatezza e senza stancarsi, “njoo Corin, njoo” (vieni Corin, vieni), la dada Maria canta per minuti e minuti per tranquillizzare un nuovo arrivato, ancora impaurito dalla nuova avventura, l’altra dada Maria gioca per un’ora con Pertrinity, anche se lui sta un po’ sulle nuvole, e chissà cosa ne pensa dei Lego e della pallina morbida.
 
Ci sono certamente delle cose che sempre si potrebbero migliorare, dei consigli da dare, delle tempistiche da accorciare, delle attività da meglio organizzare.. ma per il momento tutto procede con sicurezza.
Adam si DSC05143impegna molto, sono veramente tante le questioni che deve seguire, quelle organizzative, manageriali, burocratiche, economche, di rifornimento, di network, di gestione del personale.
 
Per non ripetermi e ripetere tutte le belle attività che ogni giorno avvengono alla Nyumba, volevo solo raccontarvi brevemente una storia, una storia bellissima, di una bambina di nome Angel, e vi posso assicurare che un angelo non era, almeno non durante i suoi primi mesi in palestra, con strilli e pianti che duravano ore, non si trovavano modi per farla calmare, Sofi (lei sì, un angelo!) se la caricava sulle spalle e camminava e canticchiava, camminava e canticchiava. Poi Angel ha trovato una serenità tutta sua, ha iniziato a stare seduta in modo buffo (rigorosamente sotto al lettino della palestra!), gambe all’aria, testa all’indietro, addominali da far invidia, e poi a stare in ginocchio, anche questa volta assumendo posizioni complesse, una gamba piegata e una no, un saltello e uno striscio, ancora sempre un po’ la testa all’indietro, lo sguardo all’insù, una risata diabolica e contagiosa. 
A settembre sono tornata.. e chi trovo? Angel che corre! Corre in un modo speciale tutto suo, veloce veloce e poi cade, Angel incontenibile, la perdi di vista per due minuti e la ritrovi quasi in giardino. Mi è venuto quasi il dubbio che non fosse la stessa Angel di un paio di anni fa, agitata e inconsolabile, poi ha riso all'improvviso nella sua maniera diabolica e contagiosa e allora l'ho riconosciuta, è la Angel di prima, ma con delle ali in più!
 
Un abbraccio,
Paola

Aggiornamenti da Iringa e non solo

10 Novembre

Carissimi,

riprendo con colpevole ritardo la comunicazione con tutti voi. 

Le attività della nostra associazione vanno avanti, Lucio ed io non viviamo più in Tanzania, ma in Tanzania continuano a vivere i bambini, le dade, Adam, Zawadi, le famiglie e continuano ad aver bisogno del nostro aiuto. Qui in Italia stiamo organizzando la nostra vita a cinque , il nostro appartamento a Bologna è troppo piccolo per accoglierci tutti e così io con Mage e Viki vivo al Lido di Spina, Lucio e Ageni a Bologna e ci ritroviamo durante i fine settimana. Mage e Viki sono serene, oserei dire felici; Ageni frequenta il secondo anno del corso di tecnico di laboratorio biomedico, ha superato con determinazione,IMG-20171110-WA0012 volontà e intelligenza le innumerevoli difficoltà che hanno caratterizzato il suo primo anno universitario: la lingua, la burocrazia, i crediti, gli esami orali e scritti, lo spostarsi da una sede all'altra, il traffico, l'autobus, aule non adatte alla sedia a rotelle, la nebbia, il freddo, gli alberi senza foglie.
I risultati sono ottimi, siamo fieri di lei, Ageni sta davvero volando in alto.
 
E in Tanzania? ecco lo stato dell'arte
 
I centri Nyumba Ali sono due, entrambi a Iringa:
- Wilolesi : è a fianco della casa nella quale vivevamo con Mage, Ageni e Viki. C’è la palestra, la scuoletta;l’ufficio di Adam, usato anche da Zawadi per studiare; una stanza per gli ospiti con due letti e bagno , il magazzino, la tettoia per il pulmino e le auto, la cucina del centro e la cucina senza barriere costruita per chi , come Ageni, vive su una sedia a rotelle  Frequentano la palestra i bambini che abitano in quartieri di Iringa che si possono individuare come quartieri a ovest di Wilolesi e i bambini ritenuti capaci di frequentare la scuoletta.
 
IMG-20171110-WA0009- Ngome : in una costruzione c’è la palestra, il karakana (laboratorio), la reception, un appartamento con cucina, bagno e due stanze usato da ospiti e volontari, nella costruzione dietro la palestra c’è la casa famiglia che ospita i bambini (Salesia, Renata, Peter e l’ultimo bambino che ci è stato portato dai servizi sociali) e la dada che li accudisce. La casa dei bambini ha tre camere da letto ciascuna con due letti singoli, un bagno attrezzato con doccia/water e turca, una cucina esterna in stile locale, una sala da pranzo, una stanza da letto per la dada con due letti, un magazzino. La palestra è frequentata dai bambini che abitano nei quartieri di Iringa a est di Wilolesi. Il karakana è nato per chi è in grado di fare con consapevolezza attività come coltivare l’orto, cucinare, fare la carta a mano ecc.
 
In gennaio 2017 il centro di Pomerini è stato ceduto all’associazione locale Mawaki; riteniamo, come assiciazione,questa cessione un grande traguardo raggiunto.
 
Lavorano nei due centri le dade Zula, Sarome, Maria, Sara, Atu, Maria, Mage, dada Tumaini è la “maestra” del karakana, dada Faraja della scuoletta e Atu è stata formata per sostituire/aiutare Tumaini e Faraja, 4 guardiani (due di giorno e due di notte) Nel centro Wilolesi lavora Sofia, ragazza con disabilità mentale non grave, aiuta a pulire, ad imboccare i bambini ecc.
Dada Regina è la cuoca di entrambi i centri,cucina nella cucina di Wilolesi e il cibo viene portato a Ngome con l’auto, abbiamo cioè una cucina centralizzata. 
Adam è il responsabile dei centri,Yona è l’autista/logista.
 IMG-20171110-WA0010
Maria, (una volontaria tedesca moglie del fisiatra dott. Hans) e Laura (moglie di Edoardo cooperante del Cuamm) hanno aiutato e aiutano negli studi  Zawadi e Pio. Ora c’è anche un volontario locale che sta facendo un tirocinio (studia per diventare insegnante), insegna a Pio swahili e le materie che non hanno l’equivalente nei programmi della scuola primaria italiana e tedesca . 
 
Nella città e nella regione di Iringa  ci sono altre realtà italiane: i missionari della Consolata di Torino, due case della Papa Giovanni XXIII, un centro HIV/AIDS  della Comunità di Sant’Egidio, Cuamm (ospedale di Tosamganga), Cefa (a Kilolo), Call Africa (centro diurno a Ipogolo), i Frati  Minori  Rinnovati (Pomerini), Associazione Missionaria laica ALM (a Kiwere), la Famiglia della Visitazione e la missione della diocesi di Bologna (a Mapanda); Smile to Africa, Tulime, Tumaini (a Pomerini); con tutti abbiamo rapporti di collaborazione e aiuto reciproco, rapporti speciali con Mapanda e con la comunità di Sant’ Egidio.
 
In questi anni abbiamo collaborato con i servizi sociali locali, con il comune di Ferrara e con Ibo  portando a termine progetti su C.C.A. (comunicazione alternativa aumentativa) e inclusione scolastica. Abbiamo sempre avuto a cuore la formazione del personale che, iniziata nel 2010, è continuata sino ora, con corsi  tenuti da maestri, fisioterapisti, logopedisti ed educatori che hanno trascorso periodi di volontariato presso i nostri centri. Ora le nostre dade sono diventate formatrici per i progetti della regione Emilia Romagna, progetti nei quali siamo copartner essendo Ibo capofila.
 
L’associazione dei genitori per ora non è in grado di svolgere autonomamente attività di sensibilizzazione e formazione, reperimento fondi ecc. va seguita e accompagnata in un processo necessario di crescita.
 
I bambini dei centri
l’ultima volta che è stato aggiornato il data-base, con me presente, erano passati per i centri più di 150 bambini, alcuni solo per chiedere un qualsiasi aiuto o un consiglio, dei bambini iniziali sono rimasti Peter, Pio, Imma, Josephine, alcuni sono “scomparsi” in qualche parte della Tanzania, alcuni sono morti, altri sono cresciuti assieme a noi. 
IMG-20171110-WA0011
I risultati notevoli:
- AGENI frutto speciale  della Nyumba Ali;
- ZAWADI  vive a Ilamba con un ragazzo che l'aiuta  (a Ilamba  c'è la scuola secondaria delle Suore della Consolata). Ha presentato il suo libro in molte scuole primarie e secondarie, è un ottimo testimonial della Nyumba Ali , la sua storia è probabilmente unica nel contesto subsahariano. Continuiamo ovviamente ad accompagnarlo negli studi, economicamente e non solo.
- PIO a Pio purtroppo  è mancato l’aiuto quotidiano che ha avuto Zawadi, è stato soprattutto  affidato alle dade e a volontari locali , ha una preparazione più frammentaria di quella di Zawadi, ma le sue potenzialità sono probabilmente superiori. Speriamo di riuscire a fargli fare un esame nella scuola pubblica;
- BARTOME E JOELI sono inseriti nella scuola pubblica/collegio di Kipera, li teniamo “controllati” perché studiano nella scuola dove si fanno i corsi del progetto della regione Emilia- Romagna;
- PETER reinserito con un lavoro paziente nella famiglia del padre , è ritornato nella casa -famiglia perché stava morendo di fame e di maltrattamenti;
Alcuni bambini hanno avuto dei progressi notevoli, Adam e i volontari ce li hanno sempre segnalati , è di poco tempo fa il  video di Corin che pronuncia le vocali  leggendole. 
 
IN CANTIERE
In cantiere c’è un grande progetto IBO-Nyumba- comune di Ferrara- distretto scolastico di Iringa presentato al Ministero degli Affari Esteri italiano, probabilità bassa di passare la seconda selezione (la prima è passata!). Pensarlo e strutturarlo è servito a fare un po’ d’ordine sulle necessità di oggi e di domani. Se non passerà potremmo cercare altri finanziatori, abbiamo alcuni mesi per riflettere sul futuro.
A Iringa non ci sono italiani dell'associazione, è necessario testare la tenuta di tutto lasciando la gestione ai locali per almeno tre mesi, Lucio ha organizzato tutto per la gestione ordinaria sino a febbraio, poi a febbraio/marzo qualcuno dovrà andare a Iringa.
 
Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, ora più che mai! il cammino per l'autonomia dei centri è e sarà lungo, tortuoso e complesso, ma noi abbiamo sempre creduto che una vera cooperazione sia possibile.
 
Un abbraccio
Bruna

Buon viaggio Zawadi

27 SettembreIMG-20170927-WA0003

Grande festa di saluto alla Nyumba ali; Zawadi parte per un’altra tappa del suo lungo viaggio iniziato tanti anni fa quando per la prima volta varcò il cancello della casa con le ali: “ricordo il nostro primo incontro: un bambino chiuso in un corpo ostile” (Bruna).

Domani Zawadi andrà a vivere a Llamba per frequentare la scuola secondaria; “che strano pensare alla Nyumba senza Zawadi” (Babu).

Ma ora vai Zawadi, vola incontro al tuo futuro.

Passato, presente e futuro nelle parole della nostra Marisa

1 Agosto

Ogni ritorno porta in sé qualcosa di speciale. Dopo tanti anni partire per l’Africa è un po’ come un ritornare a casa, dove però non si ritrovano sempre le stesse cose, la consuetudine. E’ l’incontro con le persone che si rinnova e rende unico ogni “ritorno”: le persone nuove che si conoscono consentono di scoprire nuove realtà o aspetti diversi della stessa; le persone conosciute che si ritrovano di anno in anno entrano sempre più a far parte degli affetti; i bambini, il motivo del nostro esserci, del nostro ritornare, costituiscono il filo che ci tiene uniti pur con notevoli distanze temporali e spaziali. Ogni arrivo suscita qualcosa di nuovo, qualche volta del tutto diverso dalle sensazioni che accompagnavano i nostri preparativi.

Stupore, curiosità, nostalgia, delusione, ammirazione e disorientamento e….si sono susseguiti in questi anni, mai nulla di troppo definito e irreversibile. Quest’anno, per ora, prevale un senso di soddisfazione e di contentezza, se questa parola si può usare. L’abbraccio di Salesia, le acclamazioni di Paulo e Renata sarebbero bastate per giustificare un viaggio tanto lungo. L’accoglienza al centro di Ngome ha subito riempito di gioia quegli spazi che erano rimasti ancora vuoti. All’emotività iniziale, molto personale, forse egocentrica, si è aggiunta poi la piacevole constatazione nei giorni successivi di quanto il lavoro delle dade fosse ben rodato, ben organizzato, e motivato.

I ragazzini più grandi dopo aver raccolto le presenze per preparare i piatti per il pranzo annaffiano l’orto, ognuno con una modalità diversa ma efficace. I lavoretti esposti sono belli e i ragazzini ne parlano con orgoglio. L’unico neo sono i bigliettini di carta mano! Non riesco trattenermi e con il mio kiswahili stentato dico qualcosa del genere alla mwalimu “ è tutto molto bello, complimenti ! però i bigliettini no, perché sono fatti così ?“ In effetti non riesco a capire, stonano con tutto il resto, sono irregolari, strappati , mal finiti. Mwalimu Tuma risponde “ Mi dispiace, l’ho detto a Salesia e Renata, ma loro hanno voluto farli, non vogliono stare due giorni senza fare nulla , hanno voluto farli da sole sabato e domenica”. Quel neo, quei prodotti che avrei definito inguardabili, sono diventati un punto di luce.

Le proposte del centro non erano certamente vissute come forzature, ma le ragazze volevano fare quei lavoretti, lo chiedevano, si organizzavano per portarli avanti anche in autonomia! Vedere le dade, dopo pranzo, divertirsi mentre facevano giocare i bambini, pur con modalità molto semplici, è stato altrettanto significativo. Le dade non erano lì per fare qualche cosa, ma erano lì con i loro bambini, condividevano non solo un ambiente , un’attività ma anche delle emozioni! Stavano bene con loro! Coinvolgevano anche i bimbi più piccoli! Pazienza se il KaraKana è sempre così in disordine, se in quella scatola con le immagini per il calendario non si riesce mai a trovare il necessario! Non mi sono ancora rassegnata a tutto questo ma certo è sicuramente più importante la consapevolezza maturata in questi anni dalle dade e dai ragazzi. Partendo da prospettive diverse ci si ritrova sulla priorità da dare alla persona, e finalmente alla persona riconosciuta come tale oltre e con la sua disabilità. Così a Wilolesi, dopo un po’ di disappunto per quella lunga pausa pranzo delle dade, pausa in cui bambini non hanno accanto un adulto a cui rivolgersi se non qualche volta Adam che sa lasciare le vesti del coordinatore per mettersi giustamente accanto a coloro per i quali tutto l’apparato gestionale amministrativo sussiste, osservo con ammirazione la dada Zula che oltre a fare esercizi fisioterapici con i bimbi, parla con loro con un dolce sorriso, li sprona ad ascoltare, a rispondere, ad agire . La scuoletta rimane uno degli ambienti più vitali e più difficili.

Le proposte educative non possono esaurirsi nella replica di esercizi, occorre cogliere la specificità del singolo, capire a che punto è, andargli incontro sino al punto in cui con qualche passo ci può raggiungere e procedere così nel suo processo di apprendimento. Non è facile! Venerdi 28 luglio: una nuova conquista, un grande sorriso sul volto di Haruni e una grande gioia in tutti noi! Haruni scrive e legge le sue prime parole. BA e BU diventano improvvisamente “babu” (nonno), poi “baba” (papa°),” bibi” (nonna). Seguono “mama”, “Sara”, “gari”. Una magia ! tante piccole magie! Quelle sillabe ora si fondono e acquisiscono un significato! Improvvisamente! forse è un termine improprio… Prima c’è stato un grande lavoro di riconoscimento dei nomi dei giochi psicomotori che piacciono tanto a tutti i bambini, l’allenamento a discriminare suoni e forme, ad organizzare oggetti nello spazio. Un anno di lavoro delle walimu, impostato insieme ma portato avanti da loro! Qualche giorno con proposte più specifiche, meno ripetitive, calate su un terreno fertile ha fatto sbocciare il tutto! Un successo per Haruni, un successo per tutti noi! Una gioia condivisa anche fra i compagni più grandi , tra cui Pio che subito si è congratulato con lui!

Dopo una mattinata così piena il pomeriggio non è stato meno carico di emozioni! La visita a Peter , nella sua nuova casa è stata fonte di riflessioni, di sentimenti contrastanti. Finalmente Peter è stato accolto dal padre e dalla sua famiglia. Dopo tanti anni finalmente l’assunzione di responsabilità! Peter pulito e vestito in modo dignitoso era sulla sua carrozza, nel cortiletto, con il volto rivolto al muro. Un sorriso e mentre baba Lucio rivolge le dovute attenzioni a questa “mama” Peter con la mano indica l’uscita. Vorrebbe ritornare al centro, quando chiediamo del papà con la mano indica “beve”. Si stringe il cuore. Qual è la cosa giusta? Qual è il vero bene per Peter ? Possiamo noi rispondere ai bisogni di tutti ? E’ giusto sostituirsi? Non lo so! Spesso si è chiamati a scegliere per gli altri. Ogni scelta comporta aspetti positivi e spesso anche negativi, o almeno dubbi. Il dialogo e il confronto fra valori, principi e vissuti autentici dell’uomo può condurci su nuove vie, può indurci ad accettare compromessi per non rinunciare ai beni irrinunciabili. E la vita di ogni bambino, disabile o non, con compromissioni gravi o lievi, è un bene irrinunciabile!

Marisa

Piccoli passi, infiniti traguardi

11 Luglio

Quando Angel è arrivata al centro, non camminava, restava seduta sul pavimento ruotando su se stessa come una trottola, piangeva costantemente e aveva le mani coperte da guanti per proteggerle dai suoi stessi morsi.

Elika invece stava ferma, immobile, senza interagire con nessuno e senza reagire ad alcuno stimolo.

Oggi “volano”…

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Zawadi il "PAROKO"

28 Maggio

Zawadi, il suo libro (adesso tradotto anche in inglese), la sua storia e la Nyumba Ali salgono i gradini degli altari delle chiese.

IMG-20170528-WA0007 IMG-20170528-WA0008 

Zawadi diventa "PAROKO", promotore del suo sapere.

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

 

L'ambasciatore dei disbili

12 Maggio

Il cammino di Zawadi raggiunge un altro enorme traguardo, portando la sua storia e il suo libro, tradotto in lingua Swahili, nelle scuole di Iringa. Il tutto ripreso e diffuso dalla TV locale!!

    IMG-20170512-WA0003 IMG-20170512-WA0004

   IMG-20170512-WA0011 IMG-20170512-WA0012

   IMG-20170512-WA0013 IMG-20170512-WA0019

   IMG-20170512-WA0017 IMG-20170512-WA0018

IMG-20170512-WA0009

  

Zawadi e la Nyumba-ali sulla tv Nazionale

22 Maggio

Anche se in lingua Swahili, una nuova conferma dei passi fatti dalla Nyumba ali.

La storia di Zawadi e la sua testimonianza come ambasciatore dei disabili nelle scuole, raggiungono la tv nazionale Tanzaniana dando voce a chi, solo 10 anni fa era tenuto nascosto nell'angolo buio di una società che non lo riconosceva.

Oggi, seppur lentamente, questa società si sta muovendo e Zawadi, la Nyumba Ali e tutti i suoi bambini corrono, anzi volano…

 You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

 

Un piccolo passo per un uomo...

23 Marzo

I progressi dei nostri bambini, il tesoro più prezioso.

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

 

Ritorno a casa..

18 Marzo

Anche Bruna è tornata a "casa" dopo tanto tempo. Tutto il valore della famiglia in una sola immagine...

IMG-20170318-WA0001.jpg