2018

Auguri da Iringa

23 dicembre

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I bambini della Nyumba festeggiano il Natale al centro insieme ai genitori e a tutte le dade.

Zawadi e la Nyumba ali al telegiornale

27 Febbraio

La Tanzanian Broadcasting Corporation (TBC), rete nazionale della Tanzania di proprietà del governo, ha dedicato un lungo servizio a Zawadi Msigala. L'inviata è andata nel centro della Nyumba Ali a Iringa a intervistare Adam, il responsabile del centro e nella casa familiare per parlare con Rose, la mamma di Zawadi.

La troupe televisiva si è poi spostata a Ilamba nella scuola gestita dalle suore della Consolata dove studia Zawadi: intervista al direttore della scuola, a Zawadi stesso, ai compagni, visita della casa nelle quale Zawadi vive con il suo "badante".

Il servizio termina con un'intervista alla ministra della disabilità. La traduzione di Ageni non è "parola per parola" e ha l'intento di far comprendere senza appesantire la visione con troppe didascalie.

Sul cancello della Nyumba Ali a Iringa c'è scritto "passo dopo passo possiamo cambiare il mondo", questo servizio televisivo è un grande passo.

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Aggiornamento da Iringa

19 Maggio

WhatsApp Image 2019-05-20 at 10.03.24Un quarto di percorso: un buon momento per fare un punto della situazione dopo tre mesi trascorsi alla Nyumba, e altri nove che mi aspettano all’orizzonte. Anche se per me non sono stati i primi tre mesi in assoluto qui, ripartire è sempre una nuova sfida, soprattutto perché gli obiettivi della partenza sono sempre un po’ diversi.

Ho trovato una situazione stabile ai centri, tendenzialmente invariata: questo senso di equilibrio puo’ essere letto sotto due aspetti: uno positivo, perché vuol dire che la Nyumba c’è e regge bene anche senza wazungu, l’altro più negativo, perché non si muove più di troppo, e inciampa putroppo nei soliti stessi errori, che fanno perdere a volte fiducia nel personale, che lavora con noi e per noi da anni. Dopo riunioni, confronti e qualche arrabbiatura, eccoci però di nuovo a lavorare insieme come squdra compatta. A Wilolesi i bimbi della palestra sono piccoli e vivaci, in scuoletta i bambini che imparano a leggere e scrivere sono sempre di più, nella palestra di Ngome il tempo trascorre tra esercizi e giochi, al Karakana si fabbriccano quadernetti e segnalibri coloratissimi; Pio studia per sostenere ad ottobre gli esami di quarta elementare, Zawadi è ormai a metà del secondo anno delle scuole superiori.

Le piccole novità degli ultimi mesi ad Iringa racchiudono l’arrivo di una neuropsichiatra tedesca che ci aiuta tra visite, diagnosi e incontri con i genitori, la ricongiunzione del network tra associazioni che lavorano con la disabilità in città, l’elezione di Adam a presidente dell’Associazione dei Disabili dell’intera regione di Iringa, le nuove cartelle e il database dei bimbi, l’associazione dei genitori che cerca pian piano di portare a termine piccoli progetti intrapresi. In questi mesi sono stata fortunatamente affiancata da due educatrici, WhatsApp Image 2019-05-20 at 11.35.11Erica e Veronica, che hanno fatto del loro meglio per supplire la mancanza temporanea di ben tre dade in congedo di maternità; hanno insegnato inglese e matematica a Pio, ravvivato i pomeriggi nei centri, supportato le maestre, riempito i muri delle strutture con cartelloni educativi, foto e piccole opere d’arte realizzate insieme ai bimbi. Un gruppo di vacanze solidali è al momento qui in casa, gli ospiti ci aiutano tra cucina italiana, scampagnate e sfide serali di burraco.

Tante cose sono cambiate negli ultimi anni, ma la cosa che ancora ci caratterizza sono le porte sempre aperte della Casa: chi passa per un caffè, per una sosta, per un paio di giorni, per un po’ di turismo, per dare una mano, per fare un saluto: in controtendenza all’aria di chiusura del mondo, la Nyumba apre con gioia a piccoli e grandi.

Sono quasi tutti in partenza, accompagnare amici e volontari a prendere il bus per Dar fa mette sempre addosso un sentimento di malinconia, ma tra i nuovi e vecchi amici qui ad Iringa e l’affetto/sostegno che è sempre costante dall’Italia, la squadra nuovamente ricompattata è pronta ad affrontare i prossimi mesi, lanciata verso nuove sfide e nuove gioie.

Paola

Buone e cattive notizie

11 dicembre

La bella notizia: Zawadi invitato a parlare all' università per il sessantesimo anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani.

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Purtoppo c'è anche una brutta notizia: abbiamo creduto nel reinserimento in famiglia, abbiamo percorso tutte le strade possibili, abbiamo coinvolto i servizi sociali ma ogni volta la famiglia ha abbandonato al degrado il bambino o la bambina.

Ora è la  volta di Jeni: aveva imparato a parlare e a camminare e ora sta da sola tutto il giorno affidata alla pietà dei bambini del vicinato.

 

 

 

 

 

 

 

Un passo dopo l'altro

18 Gennaio

In qeste meravigliose immagini Pio e Salesa cavalcano da soli fuori dal paddock, con tutta la loro contagiosa sicurezza e felicità. Il pensiero corre a tutta la strada percorsa, insieme alla Nymba Ali, da questi due meravigliosi bambini, oggi già ragazzi.

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E intanto diamo il benvenuto all'ultima arrivata in casa Nyumba ali: Regina.

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Giornata mondiale dei disabili

4 dicembre

In Tanzania, quest'anno la giornata mondiale dei disabili  si è tenuta a Mufindi, circa 100 km da Iringa. La Nyumba Ali ha partecipato con una delegazione e anche se purtroppo la pioggia ha interrotto alcune esibizioni sportive di disabili, l'intervento di Zawadi ha avuto un grande successo.  

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Gli esami di Zawadi

19 Novembre

Zawadi continua la sua incredibile strada nel mondo della scuola. Ecco alcune foto scattate durante gli ultimi esami pubblici che ha sostenuto e che testimoniano la sua grande volontà, e la nostra, di proseguire questo cammino.

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Camilla racconta il suo volontarato alla Nyumba ai, con un video

8 Novembre

La Nyumba ali negli occhi e nella macchina fotografica di Camilla, giovane logopedista che ha trascorso un periodo di volontariato presso i nostri centri di Iringa durante la scorsa estate.

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Zawadi ringrazia l'Italia

12 Settembre

Il nostro Zawadi ringrazia tutti i suoi sostenitori Italiani attraverso un video messaggio registrato nella sua nuova scuola in compagnia dei suoi amici: come sempre, con la sua forza, traccia il cammino per tutti i disabili della Tanzania e non solo.

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Dentro la Nyumba - Marisa ci regala, come ogni anno, le sue impressioni

4 settembre

Chi è stato in Tanzania ed ha conosciuto il caratteristico “pole pole”(piano) stenterà a credere a quanto sto scrivendo: nel mese di soggiorno ad Iringa non ho trovato il tempo di fermarmi e scrivere qualche riflessione sull’esperienza che stavo vivendo. Sì, ero in Tanzania, ma alla Nyumba ali il ritmo africano si mescola con quello italiano e non tutto procede così lentamente, anzi! Ci sono giorni in cui alla normale attività presso i centri si accavallano mansioni da svolgere per la casa, ospiti che arrivano e magari altro , tutto nello stesso orario, in genere la tarda mattina. Si inizia a rimandare una cosa, poi l’altra, poi si recupera, in ogni caso si arriva a sera piuttosto stanchi ma in genere soddisfatti.

Ecco quindi che in questo mio primo giorno di rientro in Italia inizio a scrivere due righe per gli amici che da anni mi sostengono e che desiderano condividere qualche tratto di questa esperienza. Dedico questo pomeriggio forse perché risulta difficile immergersi subito nella quotidianità mantovana, forse questo è un modo per staccarsi lentamente da quella terra che penetra in noi con la sua polvere rossa che si appiccica ovunque, con quell’odore forte tutt’ora presente in ogni capo che esce dalla valigia. E’ presto per percorrere le vie della città con le vetrine così belle, ordinate, fredde, è presto per organizzare ogni istante delle prossime settimane. Per qualche ora ci si può godere questa fase in cui ci si riposa dopo il lungo viaggio e si sedimentano i vissuti, quella fase durante la quale penso “un anno è troppo!...magari riesco tornare un po’ prima questa volta, per vedere come prosegue Sara, le conquiste dei piccoli della scuoletta, ecc.“, prima che il pensiero razionale sopraggiunga per dirmi cosa posso realmente fare e non fare in questo futuro arco di tempo.

Ripercorro così i giorni salienti di questo periodo, sperando di non ripetermi troppo visto che questa è stata la decima estate trascorsa in Tanzania, il decimo compleanno là festeggiato. Questo piccolo particolare che vivevo anche con un certo orgoglio porta con sé inevitabili effetti collaterali che sono stati anche i primi “smacchi” del giorno in cui sono andata a salutare Sister Jane, la prima persona che mi aveva accolto e con la quale nel 2008 avevo iniziato un lungo percorso di collaborazione. Come al solito la sister ha fatto in modo che salutassi altre suore presenti chiedendomi ogni volta se le ricordassi ma se il mio non ricordo io l’avevo legittimato pensando che con i capelli cortissimi o con il velo la ventina di novizie che ogni anno incontravo si assomigliavano troppo, mi ha fatto maggiormente colpito la loro reazione “hapana , non mi ricordo…..Marisa?? ma era mdogo“. Con quel “mdogo“, “piccola”, non so se intendessero giovane o magra. In ogni caso non mi riconoscevano perché diversa fisicamente e non certo migliorata! Il discorso proseguiva con la scuola materna di Ulete, la macchina per spremere i semi di girasole ecc., e qualche appellativo positivo veniva aggiunto e rendeva meno “pesante“ da accettare il commento precedente.

Per fortuna si torna alla Nyumba in cui l’accoglienza non manca mai. Avevo superato lo scorso anno il disorientamento di essere là senza Mage che riempiva di gioia ogni rientro a casa, non solo quello dell’arrivo dall’Italia ma anche quello di una assenza di poche ore. Certo è impossibile non avvertire la sua mancanza, ma almeno questo anno erano presenti Bruna e Lucio, Viki ed Ageni, che donano alla casa un’atmosfera particolare, speciale, non imitabile, che fanno sì che ogni ospite si senta valorizzato per la specificità di cui ognuno è portatore. Così credo si siano sentite Erica e Celeste, due educatrici mantovane che sono venute a conoscere la nostra realtà portando il loro prezioso contributo, così mi sarebbe piaciuto far sentire Camilla ed Alessandro che sono arrivati invece più tardi, incrociando appena i veri “padroni di casa”. In effetti non è sempre stato facile per me dividermi fra l’accoglienza e l’introduzione nella nostra realtà delle persone che con entusiasmo e voglia di conoscere ed aiutare approdano alla Nyumba ali ed il lavoro di supervisione dei due poli dei centri di cui mi occupo maggiormente, la scuoletta ed il laboratorio occupazionale. Avviati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, con un percorso forse meno consolidato rispetto a quello delle palestre , stanno dando i loro frutti grazie anche al coinvolgimento e alla formazione delle dade a cui è stato affidato questo incarico.

La scuoletta, un punto cruciale, in cui i bambini che manifestano capacità di attenzione, capacità di eseguire ordine semplici, di riconoscimento di immagini, di comprensione di semplici messaggi verbali, accedono su proposta delle dade stesse, sta portando i suoi frutti. Tre bambini piccoli stanno imparando a conoscere l’organizzazione della giornata, della settimana, a utilizzare ogni capacità residua per partecipare attivamente alle attività della classe. Maria e Sara, che frequentano già da tre anni dimostrano di conoscere perfettamente ogni aspetto concreto della quotidianità e non solo: Maria sta iniziando a scrivere sillabe, i nomi dei nostri giochi psicomotori, il proprio nome e qualche parolina spostando le letterine con i suoi piedini. E’ fantastico vedere come riesce a gestire il tutto con quei piedini, a manipolare gli oggetti, a togliersi ed indossare i pantaloni. Il suo impegno costante è una lezione di vita per tutti noi! Non di meno è Sara, con quelle distonie che non le danno tregua riesce a farsi capire, riesce ad indicare le letterine necessarie per comporre una parola, riesce a leggere e scrivere! Ma con quale sforzo! Il primo pensiero è stato quello di come facilitarle il compito. Con la consulenza a distanza dell’amico Francesco iniziamo a provare tastiere e switch. Per fortuna è presente Camilla che mi dà una mano con tutti questi computer e ausili che in poco tempo cerchiamo di sperimentare. Dai due switch che Sara dimostra di saper attivare con il movimento della sua mano per far andare avanti e indietro le presentazioni di PowerPoint passiamo al programma per scrittura Clicker 5! Ripristiniamo il vecchio pc di Zawadi e in tempo record Sara inizia ad utilizzare questo sistema che di primo acchito avevo considerato troppo complicato per lei. Lavorando anche di domenica siamo riusciti a far vedere alla mamma tutto quanto Sara riesce a fare. La felicità che sprizza dagli occhi di questa bambina e la soddisfazione provata dalla sua mamma sono una ricompensa inquantificabile al nostro piccolo impegno. L’emozione è grande e rimane a distanza.

Vorrei essere presente nella scuoletta per continuare, per vedere il dopo. Vorrei vedere il percorso di Maria, vedere se il touch appena donato può risultare funzionale, vorrei non aspettare un anno per procedere . E’ un “vorrei” egoistico? Forse! Mi sto rassegnando o mi sto rendendo conto che è giusto così? Dalla scorsa estate tante cose sono cambiate nella scuoletta. Ho ritrovato dei bimbi diversi, alcuni nuovi, alcuni diversi perché maturati. Chi è stato con loro durante questo anno ha dato molto e sono convinta che sia cresciuto insieme ai bambini. Sono convinta che la loro sia stata una maturazione autentica e reciproca forse con tempi e modalità un pochino diverse dalle nostre. Sono e voglio essere fiduciosa che questo percorso continuerà. Continueranno le attività del Karakana di Ngome, i consigli dati da Celeste ed Erica per la realizzazione dei prodotti sono stati accolti, di tanto in tanto andranno rinnovati, ma intanto quaderni, segnalibro e bigliettini ben fatti sono volati in Italia. Renata ,Salesia, Maria, Moonie e Paulo han visto riconosciuto il loro lavoro e si impegneranno per prossimi ordini. È bello pensare che quanto seminato possa crescere senza di noi se viene di tanto in tanto nutrito e non abbandonato.

La comunità religiosa di Mapanda ha chiesto una nostra consulenza per tre ragazze del loro villaggio. Sono ragazze molto grandi, la loro situazione è molto particolare, bisogni e quindi obiettivi sono diversi da quelli dei nostri centri. Qualcosa si muove anche in quel villaggio, alcune mamme mettono a disposizione non la loro competenza professionale che non hanno ma la loro presenza, la loro persona. Qualcosa nascerà anche lì, noi come Nyumba ali avremo dato un piccolissimo contributo, semplicemente forse li avremo fatti sentire degni di attenzione. Troveranno lentamente la loro strada. Io sono grata a tutte queste persone, alle nostre dade, ai nostri bambini di avermi accolto nel loro cammino, di aver accettato di svolgere una piccolissima parte del percorso insieme. Ora Pio sta proseguendo da solo il suo cammino. In realtà non cammina, fa molta fatica a controllare il movimento delle mani, ad articolare dei suoni, ma sta proseguendo da solo gli studi per fare l’esame della terza classe primaria. Io non riesco più ad aiutarlo negli studi, la mia conoscenza dello swahili e dei programmi scolastici tanzaniani è troppo bassa, ma ora altri possono farlo! Lui ce la può fare, con il suo computer, con la sua tastiera speciale!...magari un giorno ce la farà anche a seguire il suo idolo Zawadi.

Non potevo tornare dalla Tanzania senza vedere Zawadi. Con Lucio sono stata ad Ilamba dove sta studiando presso la scuola secondaria delle suore della Consolata. Incontrare Zawadi è sempre commovente, ha una parola di interesse e di ringraziamento per tutti. Nonostante le difficoltà incontrate per un sistema scolastico non del tutto pronto ad accogliere le sue modalità e i suoi tempi di apprendimento, continua a essere battagliero e a testimoniare concretamente tanti valori che noi proclamiamo a parole. Zawadi lotta per lo studio e Pater lotta per la vita. Al nostro arrivo in Tanzania, a seguito di una grave infezione polmonare troviamo un Peter diverso, apatico, privo di energie, con la pelle lacerata, incapace di sorridere e di qualsiasi reazione. Non riusciamo accettare le parole del medico “ora Peter è guarito”. Peter non sta bene, poco alla volta riflettendo anche su quanto diceva il dottore ci rendiamo conto che forse il nutrimento di Peter non è adeguato, forse non viene ben assimilato. Integriamo il tutto con frutta, latte, miele, crema di arachidi e finalmente i segni di ripresa sono evidenti a tutti! Emette dei suoni, sorride e tenta di comunicare con i gesti! Per noi è una grande gioia ma anche un monito a non dare niente per scontato, a non considerare solo le grandi conquiste ma a porre attenzione alle piccole cose che però possono essere vitali.

Ora la lavatrice ha terminato il suo lavoro…devo stendere..io termino il mio racconto che altrimenti non avrebbe fine..

Un abraccio

Marisa

Un piccolo grande gesto

10 Luglio

In occasione del suo compleanno il fashion designer Tanzaniano Neithan festeggerà con i nostri bambini il 18 luglio. Il centro di Iringa diventerà la sede di un evento importante di visibiltà e sensibilizzazione; un altro passo contro l'ignoranza e l'isolamento.

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