2018

Camilla racconta il suo volontarato alla Nyumba ai, con un video

8 Novembre

La Nyumba ali negli occhi e nella macchina fotografica di Camilla, giovane logopedista che ha trascorso un periodo di volontariato presso i nostri centri di Iringa durante la scorsa estate.

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Zawadi ringrazia l'Italia

12 Settembre

Il nostro Zawadi ringrazia tutti i suoi sostenitori Italiani attraverso un video messaggio registrato nella sua nuova scuola in compagnia dei suoi amici: come sempre, con la sua forza, traccia il cammino per tutti i disabili della Tanzania e non solo.

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Dentro la Nyumba - Marisa ci regala, come ogni anno, le sue impressioni

4 settembre

Chi è stato in Tanzania ed ha conosciuto il caratteristico “pole pole”(piano) stenterà a credere a quanto sto scrivendo: nel mese di soggiorno ad Iringa non ho trovato il tempo di fermarmi e scrivere qualche riflessione sull’esperienza che stavo vivendo. Sì, ero in Tanzania, ma alla Nyumba ali il ritmo africano si mescola con quello italiano e non tutto procede così lentamente, anzi! Ci sono giorni in cui alla normale attività presso i centri si accavallano mansioni da svolgere per la casa, ospiti che arrivano e magari altro , tutto nello stesso orario, in genere la tarda mattina. Si inizia a rimandare una cosa, poi l’altra, poi si recupera, in ogni caso si arriva a sera piuttosto stanchi ma in genere soddisfatti.

Ecco quindi che in questo mio primo giorno di rientro in Italia inizio a scrivere due righe per gli amici che da anni mi sostengono e che desiderano condividere qualche tratto di questa esperienza. Dedico questo pomeriggio forse perché risulta difficile immergersi subito nella quotidianità mantovana, forse questo è un modo per staccarsi lentamente da quella terra che penetra in noi con la sua polvere rossa che si appiccica ovunque, con quell’odore forte tutt’ora presente in ogni capo che esce dalla valigia. E’ presto per percorrere le vie della città con le vetrine così belle, ordinate, fredde, è presto per organizzare ogni istante delle prossime settimane. Per qualche ora ci si può godere questa fase in cui ci si riposa dopo il lungo viaggio e si sedimentano i vissuti, quella fase durante la quale penso “un anno è troppo!...magari riesco tornare un po’ prima questa volta, per vedere come prosegue Sara, le conquiste dei piccoli della scuoletta, ecc.“, prima che il pensiero razionale sopraggiunga per dirmi cosa posso realmente fare e non fare in questo futuro arco di tempo.

Ripercorro così i giorni salienti di questo periodo, sperando di non ripetermi troppo visto che questa è stata la decima estate trascorsa in Tanzania, il decimo compleanno là festeggiato. Questo piccolo particolare che vivevo anche con un certo orgoglio porta con sé inevitabili effetti collaterali che sono stati anche i primi “smacchi” del giorno in cui sono andata a salutare Sister Jane, la prima persona che mi aveva accolto e con la quale nel 2008 avevo iniziato un lungo percorso di collaborazione. Come al solito la sister ha fatto in modo che salutassi altre suore presenti chiedendomi ogni volta se le ricordassi ma se il mio non ricordo io l’avevo legittimato pensando che con i capelli cortissimi o con il velo la ventina di novizie che ogni anno incontravo si assomigliavano troppo, mi ha fatto maggiormente colpito la loro reazione “hapana , non mi ricordo…..Marisa?? ma era mdogo“. Con quel “mdogo“, “piccola”, non so se intendessero giovane o magra. In ogni caso non mi riconoscevano perché diversa fisicamente e non certo migliorata! Il discorso proseguiva con la scuola materna di Ulete, la macchina per spremere i semi di girasole ecc., e qualche appellativo positivo veniva aggiunto e rendeva meno “pesante“ da accettare il commento precedente.

Per fortuna si torna alla Nyumba in cui l’accoglienza non manca mai. Avevo superato lo scorso anno il disorientamento di essere là senza Mage che riempiva di gioia ogni rientro a casa, non solo quello dell’arrivo dall’Italia ma anche quello di una assenza di poche ore. Certo è impossibile non avvertire la sua mancanza, ma almeno questo anno erano presenti Bruna e Lucio, Viki ed Ageni, che donano alla casa un’atmosfera particolare, speciale, non imitabile, che fanno sì che ogni ospite si senta valorizzato per la specificità di cui ognuno è portatore. Così credo si siano sentite Erica e Celeste, due educatrici mantovane che sono venute a conoscere la nostra realtà portando il loro prezioso contributo, così mi sarebbe piaciuto far sentire Camilla ed Alessandro che sono arrivati invece più tardi, incrociando appena i veri “padroni di casa”. In effetti non è sempre stato facile per me dividermi fra l’accoglienza e l’introduzione nella nostra realtà delle persone che con entusiasmo e voglia di conoscere ed aiutare approdano alla Nyumba ali ed il lavoro di supervisione dei due poli dei centri di cui mi occupo maggiormente, la scuoletta ed il laboratorio occupazionale. Avviati rispettivamente nel 2013 e nel 2015, con un percorso forse meno consolidato rispetto a quello delle palestre , stanno dando i loro frutti grazie anche al coinvolgimento e alla formazione delle dade a cui è stato affidato questo incarico.

La scuoletta, un punto cruciale, in cui i bambini che manifestano capacità di attenzione, capacità di eseguire ordine semplici, di riconoscimento di immagini, di comprensione di semplici messaggi verbali, accedono su proposta delle dade stesse, sta portando i suoi frutti. Tre bambini piccoli stanno imparando a conoscere l’organizzazione della giornata, della settimana, a utilizzare ogni capacità residua per partecipare attivamente alle attività della classe. Maria e Sara, che frequentano già da tre anni dimostrano di conoscere perfettamente ogni aspetto concreto della quotidianità e non solo: Maria sta iniziando a scrivere sillabe, i nomi dei nostri giochi psicomotori, il proprio nome e qualche parolina spostando le letterine con i suoi piedini. E’ fantastico vedere come riesce a gestire il tutto con quei piedini, a manipolare gli oggetti, a togliersi ed indossare i pantaloni. Il suo impegno costante è una lezione di vita per tutti noi! Non di meno è Sara, con quelle distonie che non le danno tregua riesce a farsi capire, riesce ad indicare le letterine necessarie per comporre una parola, riesce a leggere e scrivere! Ma con quale sforzo! Il primo pensiero è stato quello di come facilitarle il compito. Con la consulenza a distanza dell’amico Francesco iniziamo a provare tastiere e switch. Per fortuna è presente Camilla che mi dà una mano con tutti questi computer e ausili che in poco tempo cerchiamo di sperimentare. Dai due switch che Sara dimostra di saper attivare con il movimento della sua mano per far andare avanti e indietro le presentazioni di PowerPoint passiamo al programma per scrittura Clicker 5! Ripristiniamo il vecchio pc di Zawadi e in tempo record Sara inizia ad utilizzare questo sistema che di primo acchito avevo considerato troppo complicato per lei. Lavorando anche di domenica siamo riusciti a far vedere alla mamma tutto quanto Sara riesce a fare. La felicità che sprizza dagli occhi di questa bambina e la soddisfazione provata dalla sua mamma sono una ricompensa inquantificabile al nostro piccolo impegno. L’emozione è grande e rimane a distanza.

Vorrei essere presente nella scuoletta per continuare, per vedere il dopo. Vorrei vedere il percorso di Maria, vedere se il touch appena donato può risultare funzionale, vorrei non aspettare un anno per procedere . E’ un “vorrei” egoistico? Forse! Mi sto rassegnando o mi sto rendendo conto che è giusto così? Dalla scorsa estate tante cose sono cambiate nella scuoletta. Ho ritrovato dei bimbi diversi, alcuni nuovi, alcuni diversi perché maturati. Chi è stato con loro durante questo anno ha dato molto e sono convinta che sia cresciuto insieme ai bambini. Sono convinta che la loro sia stata una maturazione autentica e reciproca forse con tempi e modalità un pochino diverse dalle nostre. Sono e voglio essere fiduciosa che questo percorso continuerà. Continueranno le attività del Karakana di Ngome, i consigli dati da Celeste ed Erica per la realizzazione dei prodotti sono stati accolti, di tanto in tanto andranno rinnovati, ma intanto quaderni, segnalibro e bigliettini ben fatti sono volati in Italia. Renata ,Salesia, Maria, Moonie e Paulo han visto riconosciuto il loro lavoro e si impegneranno per prossimi ordini. È bello pensare che quanto seminato possa crescere senza di noi se viene di tanto in tanto nutrito e non abbandonato.

La comunità religiosa di Mapanda ha chiesto una nostra consulenza per tre ragazze del loro villaggio. Sono ragazze molto grandi, la loro situazione è molto particolare, bisogni e quindi obiettivi sono diversi da quelli dei nostri centri. Qualcosa si muove anche in quel villaggio, alcune mamme mettono a disposizione non la loro competenza professionale che non hanno ma la loro presenza, la loro persona. Qualcosa nascerà anche lì, noi come Nyumba ali avremo dato un piccolissimo contributo, semplicemente forse li avremo fatti sentire degni di attenzione. Troveranno lentamente la loro strada. Io sono grata a tutte queste persone, alle nostre dade, ai nostri bambini di avermi accolto nel loro cammino, di aver accettato di svolgere una piccolissima parte del percorso insieme. Ora Pio sta proseguendo da solo il suo cammino. In realtà non cammina, fa molta fatica a controllare il movimento delle mani, ad articolare dei suoni, ma sta proseguendo da solo gli studi per fare l’esame della terza classe primaria. Io non riesco più ad aiutarlo negli studi, la mia conoscenza dello swahili e dei programmi scolastici tanzaniani è troppo bassa, ma ora altri possono farlo! Lui ce la può fare, con il suo computer, con la sua tastiera speciale!...magari un giorno ce la farà anche a seguire il suo idolo Zawadi.

Non potevo tornare dalla Tanzania senza vedere Zawadi. Con Lucio sono stata ad Ilamba dove sta studiando presso la scuola secondaria delle suore della Consolata. Incontrare Zawadi è sempre commovente, ha una parola di interesse e di ringraziamento per tutti. Nonostante le difficoltà incontrate per un sistema scolastico non del tutto pronto ad accogliere le sue modalità e i suoi tempi di apprendimento, continua a essere battagliero e a testimoniare concretamente tanti valori che noi proclamiamo a parole. Zawadi lotta per lo studio e Pater lotta per la vita. Al nostro arrivo in Tanzania, a seguito di una grave infezione polmonare troviamo un Peter diverso, apatico, privo di energie, con la pelle lacerata, incapace di sorridere e di qualsiasi reazione. Non riusciamo accettare le parole del medico “ora Peter è guarito”. Peter non sta bene, poco alla volta riflettendo anche su quanto diceva il dottore ci rendiamo conto che forse il nutrimento di Peter non è adeguato, forse non viene ben assimilato. Integriamo il tutto con frutta, latte, miele, crema di arachidi e finalmente i segni di ripresa sono evidenti a tutti! Emette dei suoni, sorride e tenta di comunicare con i gesti! Per noi è una grande gioia ma anche un monito a non dare niente per scontato, a non considerare solo le grandi conquiste ma a porre attenzione alle piccole cose che però possono essere vitali.

Ora la lavatrice ha terminato il suo lavoro…devo stendere..io termino il mio racconto che altrimenti non avrebbe fine..

Un abraccio

Marisa

Un piccolo grande gesto

10 Luglio

In occasione del suo compleanno il fashion designer Tanzaniano Neithan festeggerà con i nostri bambini il 18 luglio. Il centro di Iringa diventerà la sede di un evento importante di visibiltà e sensibilizzazione; un altro passo contro l'ignoranza e l'isolamento.

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L'orto della Nyumba

12 Maggio

I genitori preparano l'orto a fianco del centro di Wilolesi per coltivarvi le verdure per i bambini
 
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