2007

Notizie dall'Africa 2007

23 dicembre

Buon Natale

21 dicembre

Carissimi

Cavallette: cibo succulentoCon la stagione della pioggia sono arrivate le cavallette, cibosucculento per grandi e piccini. Anche a casa nostra si sono raccolte e cotte cavallette saltellanti; solo dada Mpendwa ed io abbiamo rifiutato il cibo, tutti gli altri l' hanno gustato e Damiano, il
figlio di Serena e Paolo, è diventato un provetto cacciatore.

Abbiamo finalmente l'auto nuova con servosterzo, marce che entrano senza rimetterci l'articolazione, radio e aria condizionata ed è una vera gioia non restare più a piedi.

L'auto nuovaL'anno scolastico è finito e Ageni è stata promossa in sesta con risultati buoni se si tiene conto che per un anno non è andata a scuola; la vacanza scolastica durerà sino al 14 gennaio e anche Lucio può riposarsi dalla quotidiana fatica di accompagnare, andare a prendere, riaccompagnare tutto concentrato in poche ore.
Adesso le tre ragazze dormono assieme nella stessa stanza anzi… Ageni vuole dormire assieme a Viki, strette strette nello stesso letto sono l'immagine della tenerezza e della solidarietà, Viki avvinghiata a
d Ageni dorme più tranquilla e, particolare non trascurabile, c'è un lenzuolo di meno da lavare ogni mattina.

Serena ha fatto un lavoro prezioso: ha organizzato la palestra, ha visitato molte famiglie con bambini disabili, ha progettato strumenti che poi Paolo, Lucio e gli artigiani di Mgongo hanno realizzato, ha insegnato a Mage e ad Ageni gli esercizi,
Il nostro presepioDamiano gioca con le ragazze, con la dada e, come tutti noi, controlla Viki.

Non ci sono luminarie nelle strade, né alberi di Natale, coretti angelici, regali e ansia da regali; ci avviciniamo al Natale in modo sereno riscoprendo la semplicità di una festa che celebra la vita.
Serena con Damiano e Ageni ha fatto il presepe usando fantasia e materiale semplice, nessun'attesa di doni, nessun bisogno d'essere originali per forza, nessuna paura di sbagliare regalo solo l'attesa di un giorno speciale.



Per noi il Natale quest'anno è davvero speciale: è il nostro primo ad Iringa e quel giorno Ageni sarà battezzata. Appena giunta a casa nostra Ageni ha chiesto di essere battezzata, ne abbiamo parlato con padre Franco Sordella che l'ha inserita nel gruppo del giorno di Natale; Ageni vuole essere battezzata col nome che usavano nella sua famiglia, nome che, incredibile ma vero, è Faraja (Consolazione).


A tutti voi auguriamo un Natale sereno .

Bruna Lucio Mage Viki Ageni

 

19 Dicembre

Carissimi

il punto della situazione
1) è arrivata Serena Pizzato la presidente di fisioterapisti senza frontiere assieme al marito Paolo e al figlio Damiano. Stiamo attrezzando la palestra con materiale locale , sono pronti materassoni, rulli, parallele . Abbiamo contattato le realtà che conosciamo e siamo andati in giro a incontrare le famiglie di alcuni disabili. Si sta delineando il futuro della nostra associazione che potrebbe diventare il punto di riferimento per un progetto di riabilitazione su base comunitaria ( vedere il progetto della OMS) realizzando così uno degli obiettivi primari del nostro statuto.
2) mio fratello è stato contattato da IBO ( associazione nota anche come soci costruttori ) che vorrebbero fare un campo qui da noi... che ne dite? non abbiamo bisogno di costruire più nulla ma l'idea di poter sensibilizzare i giovani ci alletta e stiamo pensando di far realizzare a IBO un percorso riabilitativo esterno , percorso che potrebbe diventare di esempio. Il progetto è ancora vago ma se pensate che ne valga la pena ci mettiamo al lavoro. Noi dobbiamo come associazione offrire vitto e alloggio, per l'alloggio : casa nostra non regge più di tre persone per volta e potrebbe essere necessario
affittare un appartamentino per i volontari (il costo è basso ... ) . Siamo lusingati che IBo ci abbia chiesto di collaborare

3) èarrivata l'auto , siamo felici di non restare più piedi

4) Ageni è stata promossa in sesta e ha così recuperato l'anno che aveva perso perchè non era riuscita a fare l'esame finale. Mage sta bene , zampetta col deambulatore e ride; Viki è cresciuta tanto in altezza , ha messo su un seno prosperoso ed è un continuo pericolo perchè ingoia tutto, adesso è qui con me ride e tormenta Mage , è un vero spasso ( tira la maglia di Mage, la pizzica, le fa solletico e ride di gusto ) peccato che non possiate vedere e sentire!

5) abbiamo richieste di persone che vogliono venire qua , cerchiamo di non sovraccaricare la casa e cerchiamo di diluire le presenze nell'arco dell'anno , troppe persone non consentono un percorso riabilitativo adeguato , troppi ospiti possono nuocere all'equilibrio della casa. Le ragazze non possono vivere sempre in modo " straordinario" e hanno bisogno di ritmi abitudinari, di quotidianità.

6) dal punto di vista economico per ora non ci sono problemi , vi faremo avere il resoconto della palestra.

Un abbraccio a tutti e un BUON NATALE dalla CASA CON LE ALI

 

2 Dicembre

Buio, Penombra, Luce


BUIO 
E' stata partorita e abbandonata vicino dall'ospedale per il quale era solo un peso economico, le infermiere l'hanno chiamata Rehema (pietà).

Mario e Miriam l'avevano accolta nella loro casa per rimetterla un po' in sesto prima del trasferimento definitivo in casa di Francesca che l'aveva ottenuta in affido, dopo aver superato tutte le lentezze e le pastoie burocratiche. Rehema è stata coccolata per poche ore, è morta nella prima notte in cui qualcuno si occupava di lei.

Davanti alla minuscola fossa il sospetto, fondatissimo, che sia morta di fame e di pole pole; forse Rehema ha avuto pietà per sua madre e per chi ha visto in lei solo un peso economico, ma noi, noi dobbiamo urlare per lei e per chi non ha voce.
Pochi giorni dopo Henry della Faraja è morto di malaria, basta la malaria perché un bimbo, che ha ereditato dalla madre Aids e sofferenza, si spenga in poche ore. Ho visto più funerali di bambini nei pochi mesi a Iringa che in tutta la mia precedente vita in Italia.

AgeniPENOMBRA

Viki è stata male : irrigidita, occhi vuoti rivolti al cielo , bocca storta spalancata; Mage, Ageni ed io spaventate ma la mano è andata automaticamente a digitare numeri di telefono, Zula ha portato Viki a letto, in pochissimo tempo è arrivato Nicola (un medico italiano che lavora nel centro Aids della Consolata), Viki ha aperto gli occhi e ha sorriso. Per alcuni minuti si è fermato tutto, solo una preghiera "non farla morire" e poi la gioia di vederla sorridere e slecazzare tutto di nuovo. Sono bastati quei minuti per intuire le difficoltà di un'esistenza totalmente affidata agli altri e il doloroso privilegio di avere quell'esistenza nelle proprie fragili mani. In questi giorni sono sola: Lucio è andato a Dar Es Salaam a ritirare l'auto nuova (finalmente, più di sette mesi d'attesa) e ad accogliere Serena, la presidente di fisioterapisti senza frontiere, suo marito Paolo e il figlio Damiano. L'essere stata sola ad affrontare le paure delle ragazze e le mie mi ha, ancora una volta, fatto capire che da soli non si è nulla, ci vogliono gli altri per andare avanti, qualunque sia la direzione scelta.

LUCE

La scuola internazionale di Iringa ha organizzato un party internazionale con degustazione di cibi , in cortile sono stati allestiti un tavolo europeo nella quale primeggiavano la cucina italiana e quella greca, uno africano,uno indiano, un fuoco sul quale lentamente arrostiva un capretto . All'interno balli masai e tanzaniani , canti inglesi , bimbi della scuola internazionale che si esibivano in arti varie , miscuglio di colori in tutti i sensi. Siamo andati con le bimbe e la dada, se n'è parlato per una settimana, entusiasmo e curiosità alle stelle . Mage ha sfoggiato il suo vestito rosa confetto con i luccichini, Ageni jeans e maglietta italiani, Viki pantaloni con ricami e maglietta nuova, la dada camicetta coi brillantini proveniente dall'Italia, Lucio ed io i soliti jeans e maglietta… Gli occhi che brillavano dalla gioia nel vedere tanta gente e così diversa e poi il poter mangiare qualunque cosa gratis e i dolci e la musica e i balli e il fuoco e le carezze affettuose e riconoscere gli amici wazungu, quello è Mario, quello è Alessandro, c'è anche Francesca, ciao Miriam, mi sono dimenticata come si chiama quello là, davvero posso mangiare tutto quello che voglio? Ma proprio tutto? Quanto costa? Dov'è la pasta come quella che mangiamo a casa ?

Mage Viki Ageni , diverse ma finalmente uguali , felici come tutti i bambini presenti. E dopo la cena tutti a ballare, Viki dondolante a ritmo, contesa da tutti, Mage che teneva il tempo con la testa, Ageni che ballava in carrozzina agitando le braccia. Pura felicità.

Siamo tornati a casa tardissimo, Mage si è tolta il vestito bello , si è messo l'abito di casa e … si è seduta a tavola per mangiare, Ageni in bagno continuava a cantare e non voleva andare a letto, Viki si è addormentata subito. Non abbiamo foto della serata in società (batteria scarica) ma forse è meglio così perché l'abbiamo vissuta e immortalata senza l'ansia della documentazione ; provate a vederla anche voi con gli occhi dell'affetto .

Un abbraccio a tutti

Bruna

in allegato un saluto da parte di Ageni

 

28 Novembre

Carissimi

dopo due notti insonni e un po' di nervoso per la connessione che viene e va sono riuscita a caricare un video girato in palestra.
Copiate

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=2orSe0ULM3s


oppure su You Tube cercate nella palestra della casa con le ali.
La voce è di Gabriella L. , accompagnata da Guido S. 


Non appena possibile vi racconterò alcune nuove avventure nella casa con le ali 
Un abbraccio a tutti 
Bruna Lucio MAV

 

22 Agosto

Carissimi Lunedì siamo andati a vedere una bambina segnalataci dalla fisioterapista Flora, abbiamo girato per villaggi e scuole scoprendo che la bambina, di nome Again (!) era andata dalla nonna ad Isimani; il direttore della scuola ci ha raccontato quanto fosse brava e quanto dispiacesse a tutti di non averla più a scuola, ha telefonato qua e là, è venuto con noi ad Iringa, siamo andati alla stazione dei bus, incontrato uno zio e abbiamo scoperto che la piccola sarebbe arrivata, prima o poi, con la nonna. Il poi qui è una regola invece il giorno dopo sono arrivati a casa nostra nonna, Ageni, zio e uno non identificato.Ageni piegata in due come una conchiglia, occhi svegli, sorriso adorabile ma…paralizzata, incontinente e poi c’è Viki e poi è presto e poi e poi non è il caso di sconvolgere ancora tutto, pole pole. La storia incredibile: stava bene e durante gli esami di quinta non è più riuscita a camminare e in un anno si è ridotta cosi, è stata una stregoneria perché era la prima della classe.

Abbiamo accompagnato Again e nonna in un alberghetto in attesa che Mario potesse vederla, promesso aiuto a distanza e sottolineato che per ora non potevamo tenerla, tra alcuni mesi, forse. Giovedì siamo andati all’ospedale e Mario ha detto che è una tb e che se non facciamo qualcosa per fermare la devastazione ossea il destino di Again è segnato , è intelligente , collaborativa ,desiderosa di tornare a scuola , la madre è morta un mese fa e così tutti i ragionamenti si sono volatilizzati.

E’ una bambina che può volare , avrà un futuro in carrozzina ma con l’aiuto nostro , vostro e di Mario avrà una vita diversa. Siamo entrati all’ospedale con il progetto di riaccompagnare Again e la nonna a Isimani e siamo usciti decisi ad ospitarla . E così è entrata nella casa con le ali con le piaghe perché lasciata ore bagnata di pipì , gambe e mani lunghissime , sorriso dolce , abbiamo aggiunto un posto a tavola , fatto il letto nella camera che è stata di Mage e di Giuseppe , tirato fuori libri e penne , progettato un nuovo bagno più grande.

Cena allegra , poi tutte e tre a letto e noi ( Federica , Lucio ed io ) in soggiorno stanchi ,felici, pieni di domande, sereni . Stamattina turni a fare la doccia , il bagno perennemente occupato e la gioia di Again alla promessa che lunedì comincerà una scuola casalinga ; Mage l’ha accolta bene , Viki non si è accorta di nulla. Lascio a voi considerazioni , domande ecc. “noi qui ci stiamo provando ad essere strani ma veri e stiamo realizzando in nostri vecchi pensieri perché la vita non è un discorso” Citazione che spero qualcuno riconosca.

E adesso è tempo che vi parli di Federica , sesto abitante della nostra stramba casa. L’abbiamo conosciuta a Dar nel ruolo di responsabile dell’ostello del Cefa , abbiamo cenato assieme, siamo andati su un’isoletta , chiacchiere , birra e un arrivederci . Ha lavorato per tre anni per il Cefa seguendo ,da sola , la costruzione di una centrale nel villaggio sperduto di Ikondo , terminato il lavoro col CEFA è stata assunta come consulente per un progetto del Cuamm con base logistica a Iringa. Vive con noi ed è una presenza preziosa non solo per la grande esperienza e la conoscenza della lingua, ma anche ,e soprattutto, per il modo affettuoso, allegro, sereno con cui sta con le bambine e con noi , siamo felici e fieri che abbia scelto di vivere nella casa con le ali.

Un abbraccio

Bruna, Lucio, Federica, Mage, Viki, Again.

 

2 Agosto

Carissimi amici di Nyumba Ali, il lungo “black out” di informazioni è stato determinato dal coinvolgimento per l’accoglienza di Viki. Dopo 15 giorni, la piccola di casa ha …cambiato fisionomia ed è diventata quasi gestibile. Ora cammina in posizione pressoché eretta, mangia senza ingurgitare il cibo, afferra con minore frequenza le cose che la circondano, non lecca più le pareti e le sedie e dorme sul letto (dopo aver trascorso le prime notti seduta oppure nascosta sotto).

E’ abbastanza affettuosa e alterna momenti in cui sembra stabilire contatti con tutti noi, ad altri in cui evade in una sua dimensione. Non parla ma emette strani suoni (soprattutto quando è in seduta meditativa in bagno!) e si fa sonore risate contagiose quando è scarrozzata in macchina o la si mette a letto. I medici italiani da cui è stata visitata hanno riscontrato un’ottima condizione fisica globale, ma segni probabili di autismo e/o sordità. Aiuterebbe conoscere il suo vissuto, ma la cosa qua è assolutamente improbabile. Sembra essere un caso interessante dal punto di vista clinico, ma in Tanzania mancano le persone in grado di occuparsene o di fornire una consulenza. Quindi si procede per tentativi, privilegiando la dimensione affettiva e del contatto fisico (anche se talvolta può essere pericolosa, perché morde!).

Nel frattempo Mage, dopo aver reagito positivamente al nuovo arrivo, ha avuto un momento di crisi concentrato in pochi giorni, che speriamo sia in fase di superamento: i suoi equilibri preesistenti sono stati un po’ alterati e ora se ne devono stabilire di nuovi; forse si aspettava una sorellina con cui giocare. Lei comunque tenta di collaborare, ad esempio imboccando Viki durante i pasti o coccolandosela ogni tanto. Bruna sta reagendo bene ad una esperienza fortemente coinvolgente ed impegnativa, trovando pure il tempo di litigare con muratori locali e impresari improvvisati ed estenuanti. I lavori della palestra stanno procedendo, nonostante tutto, e cominciano ad arrivare richieste di aiuto e sostegno per altre ragazzine in difficoltà.

Tra queste c’è Maria, 13 anni circa, idrocefala e con problemi di deambulazione, che vive con la famiglia in una casetta alla periferia di Iringa: Nyumba Ali fornirà regolarmente quanto le serve per nutrirsi in modo adeguato e la accoglierà per la fisioterapia nella palestra non appena ultimata. Intanto verrà visitata a breve dal dottor Mario, ortopedico italiano da alcuni mesi in Tanzania con il CUAMM.

Tutti noi partecipiamo intensamente alla vita di ogni giorno e siamo contenti di esserci.

Provare per credere! Le ospiti amiche Monica e Maria

 

24 Luglio

Carissimi,

nella casa con le ali è arrivato il ciclone Viki, siamo sopravvissuti solo grazie alla presenza degli amici che ci stanno aiutando a ritrovare i pezzi dispersi. Non abbiamo tempo per scrivervi ... scusateci , non appena possibile i dettagliun abbraccio Bruna carissimi abbiamo bisogno del vostro aiuto , quella che segue è una descrizione , il più possibile oggettiva, di Viki che si è rivelata diversa da come ci era stata presentata.

Adesso però è qua e vogliamo provare a ridarle dignità di essere umano. Viki non parla, emette qualche suono indecifrabile simile a quelli dei neonati quando si sveglia , non siamo certi che ci senta bene e che capisca il senso della parole. Cammina con difficoltà tenendo le gambe rigide e allargate come una persona anziana, per muoversi gattona come faceva Mage; l’ortopedico non ha trovato alcun problema nelle articolazioni.

Dal punto di vista clinico, a parere del dottor Nicola, non ci sono problemi evidenti; non è denutrita. Si mette in bocca qualunque cosa e sembra questa l’unica modalità di contatto col mondo, usa le mani solo per afferrare tutto ciò che le capita a tiro e che porta immediatamente alla bocca; mangia e deglutisce correttamente ma non riesce a bere da un bicchiere: si riempie la bocca di liquido e sembra non essere capace di inghiottirla.

La descrizione più realistica anche se brutale è che lappa il mondo che la circonda.

E’ incontinente.

Non sappiamo se ci riconosce ma non è spaventata dalle persone nuove, quando qualcuno le si avvicina si agita e sembra esprimere gioia, si tranquillizza quando è accarezzata. Ogni tanto si ferma a fissare qualcosa di indeterminato sollevando la testa con lo sguardo fisso catatonico. E’ come una bambina di pochi mesi nel corpo di un’adolescente, pensiamo sia vissuta sola nel cortile della capanna assieme agli animali e ne abbia assunto alcune modalità di comportamento, se avete visto il film “ Ragazzo Selvaggio” di Truffault potete immaginare cosa fa… ieri notte, per esempio, ha dormito per terra sotto il letto.

Chiediamo aiuto a chiunque abbia competenze nel campo della neuropsichiatria infantile per avere indicazioni su come poterla aiutare.

Un abbraccio

Bruna 

 

1 Luglio

Carissimi Abbiamo il giardino devastato dagli scavi e il cuore felice. Siamo stati in un villaggio sperduto, raggiunto solo grazie al fuoristrada, per conoscere una bambina di nome Viki. Era impossibile arrivare alla capanna con la carrozzina; abbiamo lasciato Mage a guardia dell’auto e ci siamo inoltrati tra le stoppie del mais.

Là in terra una “Mage”. La storia è la storia di tanti bambini africani: genitori morti e la nonna a badare ai nipoti (sei figli morti su otto), nonna che alla domanda “ cosa ti aspetti da noi?” non sapeva rispondere. Noi seduti su uno sgabello traballante, una dottoressa italiana e una africana come mediatrici-traduttrici e a distanza giusta per ascoltare tutti gli abitanti delle capanne vicine.

Quando la nonna ha capito che si prospettava per sua nipote una casa e un’ assistenza, ha detto che accogliere sua nipote era un lavoro troppo duro per noi wazungu. Già noi non siamo capaci di aprire un cancello, di cuocere la polenta, di camminare con un secchio in testa, di salire su un albero a raccogliere la frutta, di lavare i panni nel fiume… Viki ha 14 anni, cammina poco e male, ci sente ma non parla e, come Mage, accoglie tutti sorridendo. Siamo tornati a casa, ci abbiamo pensato un’intera notte, abbiamo chiesto alla dada Mpendwa se era disponibile ad un carico maggiore di lavoro, ci siamo consultati con Enrico, con Francesca e abbiamo deciso di prendere Viki a vivere qui. La reazione di Mage è stata positiva, le abbiamo mostrato la stanza nella quale dormirà con la nuova amica, ogni giorno le ricordiamo che presto arriverà Viki, la dada le fa notare spesso come sarà bello avere qualcuno con cui giocare e Mage aspetta assieme a noi il consenso del responsabile del villaggio per andare a prendere Viki. A proposito di consensi: Enrico ci ha presentato al responsabile regionale dell’assistenza sociale, un ufficio fatiscente, carte ammonticchiate sul tavolo, vengo a vedere la casa alle 13, benvenuto a pranzo da noi, grazie. Pranzo africano, visita rapida alla casa, poche domande e poi “ torno con un responsabile del settore disabili” e chissà quando mai sarà il ritorno. Noi, in ogni caso, abbiamo iniziato l’iter per avere l’autorizzazione ad accogliere i minori, non solo per essere tutelati ma anche perché è giusto chiedere “ posso ?” quando si entra in casa d’altri.

La settimana appena finita è stata la settimana degli scavi e dell’arrivo in casa di Federica una volontaria italiana che ha lavorato per tre anni con Cefa e che ora lavora come consulente per un progetto Cuamm; Mage era felice della nuova presenza in casa, oggi Federica è partita per un villaggio lontano lasciando un pezzo di speck nel frigorifero e un vuoto in casa. I progressi di Mage continuano, ogni giorno cammina avanti e indietro nel corridoio che Lucio ha trasformato in minipalestra, incastra mattoncini in modo sempre più elaborato, chiacchiera con la dada e con me ma soprattutto ride felice per qualunque cosa; emergono in modo imprevedibile spezzoni del suo passato e sogni, sogni semplici come quello di andare a piedi al mercato per comprare frutta da regalare a Federica o di andare a messa con le scarpe o d’ avere le treccine nei capelli.

Quest’ultimo desiderio è già stato realizzato: alcune ore di lavoro della dada e adesso Mage sfoggia treccine di cui è molto orgogliosa. I lavori per le fondamenta della palestra proseguono velocemente(!), sabato ben 13 operai per costruire lo scivolo di collegamento palestra-casa ; ogni giorno arrivano camion di sassi , di ghiaia ,di cemento e di ferro e ogni giorno osservo una donna che trasporta sulla testa secchi di sabbia, di malta , di sassi e so di essere una donna fortunata.