Notizie dall'Italia

Un grave lutto per la famiglia della Nyumba Ali: Ciao Paola

3 Agosto

E' con profondo dolore che dobbiamo annunciare la scomparsa, nei giorni scorsi, di Paola Maccaferri.

Paola è stata una grande amica e sostenitrice della Nyumba Ali, che ha accompagnato fin dai suoi primi passi con amore e sensibilità.

Ci piace ricordarla qui, grati per quello che ha fatto per l'associazione e per la presenza, assidua e continua ad un tempo, e rivolgere al marito Giuseppe ed alla figlia Silvia un grande abbraccio affettuoso.

Gli amici della Nyumba Ali si associano al dolore dei famigliari e la salutano teneramente.

Un caro saluto
Mario

La storia della Nyumba Ali su "La Voce"

13 Aprile

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La Nyumba ali e il progetto alternanza scuola - lavoro

7 Dicembre

PROGETTO DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO PER LA CLASSE 4C dell’ISIS Archimede di S. Giovanni in Persiceto

Nel corso dell’anno 2017 la classe 4C dell’ISIS Archimede di S. Giovanni in Persiceto ha realizzato un’esperienza di Alternanza scuola-lavoro (d’ora in poi Asl) nella sala condominiale dove è sita la sede legale della Nyumba Ali dalla durata di 30 ore. Le 30 ore saranno precedute da un intervento in classe per due ore della prof.ssa Bruna Fergnani (fondatrice con il marito, Lucio Lunghi, della Nyumba Ali ad Iringa in Tanzania) e il prof. Mario Pinotti, curatore del libro “Io sono Zawadi”. Queste due ore hanno avuto lo scopo di aiutare la classe 4C a contestualizzare meglio il volumetto da tradurre.

La tutor della classe, professoressa Nadia Nicolai, e le tutor esterne dell’associazione ospitante, prof.ssePaola Stefani Scannavini e Maria Rosina hanno concordato di focalizzare attività che permettano agli alunni di sperimentare “il mestiere del traduttore”.

1. Finalità

In conformità con le prescrizioni della legge 107 del 13 luglio 2015 le finalità del progetto sono le seguenti:

 1.1. Attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza sul campo.

1.2. Arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro.

1.3. Favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali.

1.4. Realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, tale da favorire la partecipazione attiva dei giovani.

 2. Progetto di ricerca

Alla classe 4C le tutor dell’associazione Nyumba Ali, prof.ssePaola Stefani Scannavini e Maria Rosina Girotti, hanno presentato l’opzione di tradurre in inglese il libro di Zawadi Mscala, “Io sono Zawadi”, edito dalla Prodetto cultura di Roma nel luglio del 2016. Si tratta di un testo di 80 pagine, tradotto dalla lingua originaria, lo swahili. Il genere è autobiografico e l’autore è un ragazzo di 17 anni affetto da una grave forma di tetra paresispastica.

3. Piano di attività

A tale proposito le tutor Paola Stefani Scannavini e Maria Rosina Girotti hanno elaborato un piano di attività; anno anche redatto una scheda di valutazione delle competenze acquisite dagli alunni ispirata alle competenze chiave di cittadinanza, codificate dal Trattato di Lisbona dell’anno 2000. Hanno inoltre accompagnato tale scheda con l’indicazione di quattro livelli di merito di ognuna delle suddette competenze.

Alla fine della permanenza presso la Nyumba Ali gli alunni della 3H hanno compilato una scheda di valutazione sull’operato delle tutor esterne, sull’accoglienza ricevuta dall’associazione ospitante, sul valore formativo dell’esperienza conclusa, ecc, utilizzando il modulo predisposto dal Miur nella guida operativa del 5 ottobre 2015.

Zawadi "alle medie"

26 Giugno

Beatrice Grassi è una studentessa della succursale di Porotto dell'Istituto F. De Pisis in provincia di Ferrara; al momento di scegliere il soggetto della sua tesina per l’esame di terza media, Beatrice ha scelto Zawadi, incontrato durante il suo viaggio in Italia.

Qui il link alla sua presentazione.

Un grazie enorme a lei per averci regalato una nuova testimonianza del fatto che il messaggio di Zawadi e della Nyumba Ali raggiunge anche i giovani cuori e le giovani menti.

Relazione Morale anno 2016

RELAZIONE MORALE DELL’ANNO 2016

a cura del presidente, Mario Pinotti

1. GRANDI PROBLEMI CHE ABBIAMO DOVUTO AFFRONTARE.

Nella relazione morale relativa al 2015 scrivevo:

“Sicuramente si può dire che nel 2015 abbiamo toccato La massima estensione dei servizi profusi ad Iringa, mentre si sono moltiplicate le iniziative in Italia.

Tutto questo ci obbliga ad interrogarci sempre più a fondo su cosa ci sia richiesto per sostenere quanto facciamo e vogliamo continuare a fare. Ci servono innanzitutto due condizioni: soldi e specifiche professionalità diverse in Tanzania e in Italia, ma diventa anche sempre più urgente assicurare una direzione delle attività ad Iringa che comporti una progressiva deresponsabilizzazione di Bruna e Lucio.”

Il precipitoso allontanamento all’inizio di marzo da Iringa di Bruna e Lucio, in seguito alla malattia di Lucio Lunghi, è stato traumatico. Ageni, Mage, Viki e tutto il resto si sono trovati senza il sicuro riferimento di dieci anni.

Sono stati mesi difficilissimi al punto di rendere concreto lo spettro della perdita del controllo della situazione. Rivolgendo lo sguardo a quei giorni, esacerbati dalla preoccupazione per le condizioni di Lucio, abbiamo potuto resistere grazie alla commovente ed esemplare disponibilità di tante persone a noi vicine da tanto e da poco tempo: Cristina Pinci che è rimasta sola sul campo da quel marzo fino a giugno, Roberta Barbieri e, in successione, Marisa Fossa che hanno presidiato i centri di Iringa nel cuore dell’estate donando gratuitamente il loro tempo e il loro lavoro, Andrea Fergnani che dalla fine d’agosto si è trovato a dirigere organicamente tutte le attività, Chiara Ferraresi, partita per condividere con Andrea questa difficile impresa, attivissima da subito nella “scuoletta”, e rimasta generosamente ad Iringa al fianco di Paola Ghezzi diverse settimane dopo il rientro del giovane Fergnani. Tutto questo avvicendamento ha potuto giovarsi – e Dio sa quanto ce n’era bisogno - in modo decisivo della pressoché contina presenza di Paola Ghezzi. Già nel marzo del 2016 era là da mesi per un progetto di fisioterapia: senza farsi intimidire dalle difficoltà del momento è   rimasta a fianco di Cristina Pinci. Rientrata quest’ultima in Italia a giugno, Paola Ghezzi è diventata il punto di riferimento fino ad agosto per tutti coloro che le si sono affiancati. Non basta; a dicembre ha voluto tornare ad Iringa ed è ancora sul campo e noi sappiamo, perché l’ha dimostrato, che la sua presenza è garanzia di stabilità dei nostri centri.

Mi sento il dovere e la soddisfazione di enfatizzare il coraggio, la determinazione e l’intelligenza di tutte queste donne, giovani o giovanissime, grandi risorse per la vita della Nyumba Ali.

Il ruolo di Andrea Fergnani, a cui rivolgo un esplicito ringraziamento e di cui sottolineo le indiscusse capacità dimostrate sul campo, ha rappresentato l’ingresso di una figura direttiva per la prima volta retribuita, un’inedito assoluto per le casse della nostra associazione.

Delle finanze discuteremo al successivo punto all’ordine del giorno; qui mi preme sottolineare che grazie alla generosità ed all’intelligenza delle persone citate, siamo riusciti a sopravvivere ad un’emergenza veramente drammatica. Sarei ingeneroso, però, se mi fermassi qui. Un contributo rilevante per la gestione delle nostre attività ad Iringa è venuto da Adam a cui spetta già la mansione di dirigere ed amministrare tutte le attività in essere. Non solo. Le nostre dade, formatesi e radicatesi dopo anni di esperienza, hanno mostrato un’autonomia professionale che ci conforta ad avere fiducia nel futuro.

Un terzo riferimento merita l’associazione dei famigliari dei bambini del centro. Anche se faticosamente, questa associazione sta prendendo sempre più coscienza che il suo ruolo è di rivendicare i diritti che le leggi tanzaniane prevedono per i loro figli e i loro nipoti.

Su questa strada si stanno compiendo grandi passi ad Iringa, che il seguente evento ben simboleggia. Il 3 dicembre, nel quadro della giornata internazionale della disabilità, la Nyumba Ali, accanto ad altre associazioni locali, ha promosso una marcia pubblica dei disabili conclusasi con discorsi di disabili e non delle solite dichiarazioni ritualistiche delle autorità.

Mi compiaccio con la scelta di Andrea Fergnani di impegnarsi per questo evento lavorando per formare una rete di associazioni del volontariato sociale, ma una simile manifestazione non sarebbe stata nemmeno pensabile senza l’impegno di dieci anni e l’insistenza sulla dignità e i diritti dei portatori di handicap e l’accoglimento di questi principi da parte del nostro personale e dei genitori.

2. UNA RIVOLUZIONE AVVENUTA

L’obiettivo di rendere autonome le forze messe in movimento sul territorio tanzaniano è stato l’obiettivo supremo dell’impresa chiamata Nyumba Ali. Su questo voglio insistere. Troppo spesso i fini per cui si attivano degli strumenti finiscono per essere messi in secondo piano a vantaggio degli strumenti. La nostra Nyumba Ali è nata e non si è dimenticata di essere uno strumento e deve continuare ad avere questo carattere. Ebbene, ogg i questo enunciato ideale comincia a farsi effettiva realtà.

In primo luogo il centro di Pomerini dal 1 gennaio 2017 non è più sotto la nostra responsabilità gestionale e finanziaria. Sarà la locale associazione Mawaki a dirigerla assumendosi tutti gli oneri che ciò comporta. La Nyumba Ali assicurerà la propria consulenza quando ci sarà richiesta e nel limite delle sue possibilità.

Dei due centri di Iringa ho già anticipato che dal 2017 Adam svolgerà le funzioni di direttore e coordinatore gestionale e anche questo è un passo enorme nella direzione che più ci deve premere. Restano a noi l’onere finanziario, la qualificazione professionale del personale dipendente e l’arricchimento dei servizi offerti. C’è poi un quarto compito da perseguire e e dovrà avere sempre più rilievo: fare dell’azione della Nyumba Ali una risorsa per conoscere e far conoscere il mondo africano agli italiani.

2.1. L’impegno finanziario

Il finanziamento dei due centri di Iringa richiederà un sistema di pagamenti a distanza delle spese (stipendi, cibo, manutenzione, ecc), cioè la loro domiciliazione sulla nostra banca di tutti i movimenti. Da un lato questa sarà una garanzia di trasparenza, dall’altro richiederà l’assunzione di una figura contabile, di cui fino ad oggi abbiamo potuto fare a meno.

Il controllo delle nostre erogazioni, però, non garantisce che esse siano spese bene e che le attività ai centri vengano svolte con la necessaria cura. Noi dovremo farci carico di una simile eventualità per tante ragioni: per meritare la fiducia dei nostri numerosi sostenitori, per ottemperare agli impegni presi con il vescovo di Iringa, con cui abbiamo firmato un contratto di comodato gratuito dei beni immobili fino a che assolveremo i compiti statutari, soprattutto verso gli ospiti dei centrri che meritano un servizio adeguato al bisogno.

Per esercitare un controllo sui centri la Nyumba Ali si impegna a inviare periodicamente un nostro fiduciario ad Iringa per osservare la situazione, ma dovremo continuare a studiare cosa sia meglio fare a tale proposito.

2.2. Qualificazione del personale ed arricchimento dei servizio

Questi obiettivi potranno essere perseguiti attraverso il volontariato, così come è avvenuto in passato. Il volontariato a cui dobbiamo pensare deve essere diviso in due categorie: il volontariato altamente qualificato e il volontariato come esperienza introduttiva alla nostra realtà.

Per quanto riguarda il volontariato altamente qualificato dobbiamo solo continuare a seguire la strada praticata dai volontari fisioterapisti: convenzione con l’università di Varese con tutto ciò che comporta (adesione a protocolli della oms, criteri di selezione dei volontari, ecc).

Per arrivare a simili formalizzazioni anche in altri campi professionali, però, dovremo lavorare per incontrare, conoscere, scambiare esperienze con soggetti qualificati sul nostro territorio, come ad es. La casa del sole di Mantova.

Per questa via sarà più facile elaborare progetti, la cui qualificazione potrà attirare finanziatori pubblici e privati. Ne è un esempio la nostra partecipazione ad un progetto (capofila la Ong Ibo di Ferrara) finanziato dalla regione Emilia→Romagna.

Per quanto riguarda l’altra categoria di volontariato non siamo più riusciti a ripetere la bella esperienza del 2014 (corso di formazione per aspiranti volontari), non vogliamo affidarci ad un volontariato spontaneistico e stiamo sperimentando i percorsi di alternanza scuola-lavoro per reclutare giovani da accompagnare in simili esperienze.

I fondi per rendere sostenibili queste esperienze sono desumibili dagli introiti del 5 per 1000 (siamo tenuti dalla legge del 1991 a destinare il 50% ad iniziative che abbiano una ricaduta formativa sul territorio in cui sorge la sede legale dell’associazione).. Nell’anno scolastico 2016-2017 abbiamo realizzato tre esperienze di scuola-lavoro: una con il liceo Galilei di Trento, Una con il liceo Archimede di S. Giovanni in Persiceto, una terza con il liceo Copernico di Bologna. Con gli studenti delle prime due scuole abbiamo tradotto il libro “Io sono Zawadi” rispettivamente in tedesco e in inglese; con l’ultima abbiamo iniziato il riordino del nostro archivio fotografico. Abbiamo assegnato alla fine di queste esperienze due borse di studio da 1000 euro l’una a due ragazze per un soggiorno di volontariato ad Iringa per un mese circa da svolgersi nella prossima estate.

2.3. Far conoscere il mondo africano agli italiani

Nel 2016, tra tutte le difficoltà ricordate, la Nyumba Ali è riuscita a realizzare due importanti operazioni.

La prima è stata la pubblicazione in lingua italiana dell’autobiografia di

Zawadi Msgala, edita dalla casa editrice Progetto cultura dal titolo “Io sono Zawadi”. La seconda è stata l’organizzazione di un viaggio in Italia di Zawadi, di sua madre e di Adam, un viaggio che l’ha portato a Bologna, Ferrara, Mantova, Trento, Mestre e Venezia e a Roma, dove il 20 ottobre è stato in udienza da papa Francesco.

Sono state due operazioni che ci sono costate 9000 euro circa, sostenute in un periodo in cui eravamo alle prese con tante altre spese inusuali rispetto agli anni precedenti. Abbiamo potuto farlo grazie ai risparmi accumulati durante le vacche grasse delle scorse annate, ma questo investimento è stato ampiamente compensato comportando un ritorno finanziario superiore alle spese sostenute.

Analizzeremo nel dettaglio questo aspetto tra poco: ora voglio invece illustrare il valore morale di questi due eventi. Ci siamo accorti che il libro e la testimonianza di Zawadi della sua condizione e dello spirito con cui l’affronta, sono stati due strumenti formidabili per organizzare incontri pubblici e farci conoscere. Il valore della testimonianza di Zawadi va attribiuito totalmente a Zawadi stesso, alla sua simpatia, alla sua disinvoltura comunicativa, alla profondità delle sue riflessioni. Per quanto riguarda il libro, invece, mi sono reso conto, tutte le volte che l’ho presentato (ma ho condiviso con Bruna Fergnani le medesime considerazioni), il discorso non si è limitato solo all’esperienza individuale di Zawadi, al valore pedagogico del modello scolastico della Nyumba Ali, ma ha permesso di fare riflessioni sulla portata della tradizionale cultura africana e dei rapporti di convergenza con la più lontana tradizione italiana. L’abbiamo constatato nelle scuole, nelle università, nelle librerie, nelle sale parrocchiali e civiche in cui siamo stati.

Credo che in tal modo abbbiamo iniziato ad assolvere un compito educativo che consiste nel costruire occasioni di conoscenza interculturale e che per questa via dobbiamo camminare sempre di più. E’ un compito politico nel senso più profondo del termine, il compito di aiutare la comunità di cui facciamo parte a capire l’altro non solo facendo appello ai grandi principi e ai grandi valori della solidarietà e dei diritti umani, ma anche mostrando con l’esempio della prassi come questi principi possano concretizzarsi effettivamente.

Nel tempo presente viviamo emergenze drammatiche entro cui la nostra associazione deve sapere t   rovare le parole e le azioni più persuasive per dire che è possibile andare oltre barriere che solo all’odio, alla paura ed alla pigrizia sembrano invalicabili. Del resto, il nostro stesso essere ci spinge a percorrere una simile strada. Pensiamo ad Ageni. Dallo scorso settembre sta studiando all’università di Bologna e ci sta riuscendo con successo. E’ stato possibile in virtù della disponibilità del centro disabili dell’ateneo bolognese, del sostegno materiale ed affettivo che Bruna e Lucio le danno, della apertura relazionale di Ageni che la porta sempre più ad essere accolta da un crescente numero di compagni di studio ed apprezzata dai suoi docenti. Questo successo noi lo dobbiamo far conoscere, ma soprattutto dobbiamo far capire come è stato possibile. Non basta l’elenco che ho appena ricordato per spiegarlo, non bastano le condizioni materiali e il buon carattere di Ageni. E’ stato possibile perché Ageni è riuscita a trovare la formula, lei ragazza africana e disabile, a farsi accettare e stimare. Quanta intelligenza e forza d’animo le sono servite per capire le abitudini, la complessità, le rigidità di una città del Nord dell’Occidente? Questa scoperta quali interrogativi avrà suscitato rispetto al suo modo di pensare la sua appartenenza culturale? Tutto questo travaglio riflessivo è un patrimonio da mettere a disposizione di chi vuole parlare e persuadere i tanti che, per rassegnazione, per inerzia, per vantato “realismo”, sanno dire solo “non è possibile”. E noi invece diciamo che è stato, è, sarà possibile, fino a che a guidare i cuori e le intelligenze è la disponibilità a incontrarsi.

Ancora: è già iniziato il cammino per ottenere l’asilo umanitario per Mage. Il suo ottenimento ci avvicina alle aspettative di centinaia di migliaia di migranti che vivono sul nostro stesso territorio e a condividere con essi questo problema. Anche questo ci appartiene

3. CHE FARE?

Mi rendo conto che il terzo compito su cui mi sono soffermato è il più impegnativo, ma è anche quello che, perseguendolo, ci permetterà di attrarre consensi, risorse finanziarie, sostegno morale, offerte di volontariato indispensabili per meglio realizzare la gestione ordinaria della nostra attività ad Iringa. Complementariamente, il sempre migliore servizio che sapremo assicurare ci consentirà di estendere l’area del “è possibile” dando fiducia ed inducendo ui n’emulazione alla solidarietà che moltiplicherà il sostegno finanziario, professionale e umano.

In tale ottica la prima cosa da fare è ridisegnare le basi territoriali della Nyumba Ali coinvolgendo nella sua direzione persone che provengono da città vicine e lontane e che già da tempo ci sostengono, ci aiutano, si impegnano. Per questo l’attuale consiglio della Nyumba presenta le sue dimissioni e propone all’assemblea di rieleggerne uno nuovo estendendone la composizione da sette a nove mebri.

La seconda priorità è quella di continuare a far conoscere il libro “Io sono Zawadi”. Bisognerà continuare a farlo in Italia, bisognerà valorizzare la versione in lingua inglese fatta dalla classe 4 C dell’Isis Archimede di S. Giovanni in Persiceto, ma soprattutto bisognerà farne un’edizione in lingua swahili. Pubblicare in Swahili il libro avrebbe un enorme significato etico e culturale. I ceti colti tanzaniani parlano e scrivono in inglese, mentre lo swahili è prevalentemente parlato dai ceti popolari ed è molto poco scritto. Affidare allo swahili la comunicazione dell’autobiografia di Zawadi equivale a farla circolare e conoscere proprio là dove sono più radicati i pregiudizi contro cui Zawadi e i disabili tanzaniani si devono scontrare.

Una terza priorità sarebbe quella di dotarci di un prodotto mediatico nuovo (un video, una rassegna fotografica, altro ancora) che documenti la vita quotidiana dei nostri centri iringhesi e mostri al tempo stesso in quale realtà urbana, sociale, di costume è immersa. Tale video o quel che sarà diventerebbe un formidabile strumento per aiutarci a svolgere l’opera di far conoscere l’Africa agli italiani.

Ho qui elencato il nuovo che dobbiamo compiere, ma ciò che siamo stati soliti compiere non deve essere né dimenticato Nè abbandonato: è le nostre radice, la nostra memoria, la nostra identità.

                                                                                                             Bologna, 7 maggio 2017

Un altro passo..

11 Aprile

Carissimi,

è passata una settimana da quando abbiamo lasciato la casa con le ali di Iringa, per Viki è stato un addio, per Lucio e per me  un arrivederci in un tempo indeterminato, per Mage speriamo diventi un addio. Il viaggio è stato caratterizzato da una serie di avvenimenti un po’ speciali:

- sosta di un giorno a Dar per salutare gli amici e far timbrare un po’ di documenti al Ministero degli affari esteri tanzaniano e all’ambasciata italiana

- il taxista che ci ha accompagnato all’aeroporto è finito dentro una voragine nella strada, una gomma si è trasformata in frittata di copertone, si è storto qualcosa, ma  siamo arrivati in tempo all’aeroporto

- la burocrazia tanzaniana si è esibita chiedendoci una serie infinita di documenti per autorizzare la partenza di Viki e Mage, l’esperienza di questi anni ci ha insegnato che bisogna fotocopiare  anche la ricevuta dei bagni pubblici, abbiamo consegnato un plico di fotocopie e documenti e tutto si è risolto.

- a Istanbul l’assistenza per i disabili è stata carente e il personale scortese

- a Bologna controllo speciale sul nostro volo, bagagli e passeggeri controllati come alla partenza, l’ultima mezz’ora non passava mai, all’uscita un’accoglienza speciale.IMG-20170411-WA0000

Ora Mage, Viki ed io siamo al Lido di Spina, deserto di persone, clima primaverile, Mage  continua a spalancare gli occhi per le novità, Mage,felice di essere anche lei in Italia, sorride e saluta le poche persone che incontriamo quando andiamo a spasso attorno a casa; Mage è finalmente con la sua famiglia.

Lucio e   Ageni sono a Bologna, una studia, l’altro ha dei controlli sanitari e l’incombenza di inoltrare la domanda di invalidità per Viki. 

Guardo Mage e Viki e non mi par vero che siano in Italia, le guardo e mi sento felice, spaventata, incredula. 

In questi giorni mi sono chiesta  se non sia stata una follia portare in Italia una delle case con le ali, sono stata spesso assalita dalla paura di ammalarmi, di rompermi una gamba o di avere una colica; mi sono detta che stiamo sfidando la sorte, che siamo troppo vecchi per continuare a lottare, che prima o poi la casa ci crollerà addosso.

Pensieri veri, pensieri inquietanti, pensieri fastidiosi.

Follia è lasciare Viki tra gli animali da cortile e Mage a chiedere l’elemosina seduta sui propri escrementi; follia è far morire le persone assiepate nei camion e nei gommoni; follia è abbandonare chi è nato diverso o diverso è diventato; follia è trascorrere ore a inviare faccine senza mai guardare la faccia di chi ci sta accanto; follia è trascorrere la vita senza mettersi in gioco; follia è credere di controllare il futuro.

Guardo il sole tramontare sul lido di Spina, è lo stesso sole che tramonta a Iringa sui bambini dei centri, siamo lontani diecimila chilometri, col pensiero e col cuore sono solo pochi metri.

Un abbraccio

Bruna

La storia di Zawadi su "Famiglia Cristiana"

16 Marzo

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Ageni e il Papa

22 Gennaio

Age Papa

Mons. Zuppi in visita alla Nyumba Ali

14 Gennaio

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La polenta che verrà...

28 Dicembre

Carissimil’anno 2016 sta per finire, per noi è stato un anno speciale che ha aperto nuove vie, ne ha chiuse altre, un anno di cambiamenti previsti e imprevisti.

L’anno è una misura come un’altra del tempo, ci aiuta a mettere in ordine ciò che è accaduto, a numerare l’età, a festeggiare assieme a tutti un inizio e una fine; il mio anno nuovo comincerà quando per voi sarà il 3 marzo, allora sarà passato un anno e potrò stappare lo spumante assieme a Lucio.

In attesa di quella data, per non morire di nostalgia delle tavolate piene di amici, dell’ugali, delle chiacchiere spensierate, dei balli e dei canti vi invito alla polentata “ comunitaria” che precederà la tradizionale lotteria della Nyumba Ali; prenotazioni con email a Mario Pinotti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Qui tutte le info.

Un abbraccio e arrivederci l’otto gennaio

Bruna

Buon Natale dalla Nyumba ali, in Italia

22 Dicembre

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