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Relazione morale 2010

 

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Associazione Nyumba-ali

RELAZIONE MORALE DELL’ANNO 2009

A cura del presidente, Mario Pinotti

 Durante il 2009 la nostra associazione ha consolidato gli scopi perseguiti negli anni precedenti, ragioni della sua fondazione.

Vichi, Mage, Ageni hanno una casa, sono assistite ed istruite, fanno parte di una comunità affettiva che gli garantisce un futuro diverso da quello che incombeva su di loro.

Inoltre la “Casa con le ali” si è espansa realizzando un Centro che, già dal suo essere, voleva diventare un luogo di riabilitazione e di educazione. Esso accoglie quotidianamente circa 15 bambini con gravi ritardi psicofisici e ai quali la società in cui sono nati non ha altro da offrire che abbandono ed emarginazione.

Il “Centro” mi ricorda – e parlo degli anni ’60 a Mantova – la “Casa del sole”, un istituto che per primo aprì le porte a bambini down, spastici, cerebrolesi di varia entità che fino a quel momento erano abbandonati alle loro madri, spesso sole con la loro impotenza ed angoscia.

Cito questo evento per ricordarci che anche l’Italia, solo quarant’anni fa, era alle prese con i drammi contro cui stiamo combattendo ad Iringa.

Dalle risposte ai bisogni scaturiscono inevitabilmente altre domande e l’accoglienza del Centro della Nyumba-ali ha rivelato subito d’essere una goccia d’acqua in un oceano di difficoltà.

Incalzati dall’esperienza stessa e dalle sue richieste di azione Bruna e Lucio hanno capito che era giunto il momento di passare dal soccorso all’emancipazione.

Nient’altro che questo è il progetto di formazione di personale locale, in corso di attuazione dallo scorso marzo, affinché sia in grado di accompagnare i frequentatori del Centro in un cammino di riabilitazione e di educazione.

Ciò che ha avuto inizio in marzo del 2010 è pertanto un passaggio decisivo della nostra associazione, qualcosa che le impone più compiti, più progettualità, più organizzazione.

Più compiti per rendere la nostra solidarietà capace di aiutare più persone, rappresentare un esempio ed una strada per altri, lasciare un’impronta là dove interviene;

più progettualità poiché non possiamo accontentarci di quello che finora abbiamo fatto. Non basta solo chiedere aiuto in tutte le forme possibili per sostenere la nostra azione: occorre che chi ci aiuta veda in questa sua partecipazione un’opportunità di crescita, di professionalizzazione, di ideazione. Sono numerosi i soggetti che possono essere coinvolti in tale direzione e per farlo dobbiamo capire le aspettative e le disponibilità di ciascuno: dallo studente al pensionato, dall’artista al professionista, dal politico all’insegnante.

In altri termini abbiamo bisogno di creare manifestazioni artistiche (teatro, cinema, musica), documentare e promuovere ricerca (va in questa direzione la decisione di dare una borsa di studio alle due tirocinanti in fisioterapia che si sono laureate con una tesi scritta sull’esperienza del Centro), sviluppare senso di appartenenza, sfruttare le risorse finanziarie là dove si annidano. La nostra forza non sono solo i soldi (che pure sono indispensabili), ma la nostra immagine, la nostra parola, le nostre idee, insomma la capacità di suscitare speranza;

Più organizzazione non per riunirci di più, non per burocratizzarci, ma, al contrario, per essere riconosciuti come espressione positiva della società attuale. Potremmo pensare ad una banca del tempo, in cui ognuno può dare e ricevere aiuto ed opportunità per elevare la qualità del contributo che può dare.

Faccio un esempio. Il 19 aprile scorso, durante la festa alla Cabura, è venuta un’insegnante di inglese in pensione che si è dichiarata disponibile a dare lezioni gratuite a chi voglia alfabetizzarsi prima di partire per Iringa. Ma questo è solo l’ultimo di una lunga catena di disponibilità di cui possiamo già fare tesoro.

 

 

 

Nyumba Ali è stata fondata il 25 gennaio 2006
per acquistare ed aprire una casa-famiglia
nella città di Iringa (Tanzania)
a favore di bambine-ragazze con handicap fisico.

Casa, cibo, istruzione, amore.

 

 


presidente Mario Pinotti

 
 

postmaster Franca Antonia Mariani

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