
E’ da tempo che non scrivo lettere o racconti della mia esperienza estiva in Tanzania.
Le parole mi sembrano spesso riduttive, incapaci di trasmettere l’intensità dei vissuti, non tanto i contenuti oggettivi quanto le dinamiche relazionali che si creano e la forza comunicativa dei nostri bimbi, molti dei quali incapaci di parlare.
Mi ha sempre piacevolmente sorpreso la fiducia che i bambini e le dade accordano a noi volontari, la loro capacità di accogliere e di comprendere nonostante le nostre difficoltà e lacune.
Tutti noi siamo preoccupati di tramettere qualcosa di nostro, di portare i “nostri saperi“ per migliorare le loro condizioni di vita. Mi rendo conto ancora una volta quanta pazienza debbano avere nei nostri confronti nel momento in cui vogliamo spiegare senza avere la padronanza della lingua, senza conoscere a fondo la realtà in cui sono cresciuti, gli insegnamenti che hanno ricevuto nell’ambito familiare e sociale.
Entrando nella scuoletta, luogo del mio cuore, osservo con piacere che quanto seminato negli anni precedenti ha messo radici, e i frutti sono ben visibili, contengono il seme ma sono arricchiti dalla polpa, dagli atteggiamenti personali delle maestre, dalle loro conoscenze, dal loro porsi nei confronti dei bambini nel modo più consono.
Dopo anni di lavoro condiviso ora è più facile capirsi, integrarsi in un confronto fra colleghi che ha il carattere della reciprocità.
Sebbene il tempo a disposizione non sia stato molto sono bastate le espressioni dei bambini per farmi capire che stavano camminando su una via fatta di coinvolgimento emotivo, partecipazione effettiva, proposte concrete per loro comprensibili.
Karimu, con grandi difficoltà e un pensiero molto concreto, non ha imparato a leggere e scrivere, ma è perfettamente integrato nel gruppo, sa orientarsi nel tempo, consapevole delle attività che dovrà svolgere. Gracious, una bambina minuta con un corpo in perenne movimento, ha imparato a leggere e scrivere le sillabe, nomi dei giochi, pronta per affrontare la sintesi sillabica. Enrick è forte con i numeri, ma è anche un bambino curioso e di lui non dimenticherò mai la sua espressione gioiosa “surprise“ quando ha messo la bocca nel suo autoritratto di carta pesta. Sesi, nei movimenti, nella postura, nel suo saltellare gioioso sulle ginocchia ricorda tantissimo Pio e come lui ha uno sguardo attento e dolcissimo. Abi ha solo quattro anni e mezzo per cui dovrebbe frequentare la classe di piccoli nel centro di Kihesa Kilolo ma appena la vedo in classe non posso non concordare con mwalimu Shakira, è lì il suo posto!
Ora le nostre scommesse sono Paulo e Joshua, certamente con maggiori difficoltà rispetto agli altri bambini del gruppo, ma in grado di cogliere stimoli significativi in questo contesto e di essere valorizzati dalla mwalimu Lucy così dolce e paziente.
Del resto, anche il nostro Paulo “grande” dopo parecchi anni di scuoletta lo ritroviamo al karakana, capace di infilare perline minuscole per realizzare braccialetti resi preziosi dal suo impegno caparbio, attraverso cui coordina i complicati movimenti di braccia, mani e bocca . Chi lo avrebbe mai detto?
In questa aula laboratorio ogni ragazzo e ragazza ha trovato il suo ruolo. Ognuno si muove con sicurezza nell’ambiente e grazie alla mwalimu Atu anche la piccola Olper ha trovato un suo spazio che l’aiuta a contenersi e Araphat un modo per sentirsi utile. La simpatia di Zainabu, la dolcezza operosa di Salesia e Luciana, le notevoli competenze di Zena, promossa ad aiutante, coronano e rendono vivace e produttivo ogni momento della giornata.
A Wilolesi la classe dei grandi procede in autonomia con la mwalimu Agness, capace di cogliere ogni spunto dato e di arricchire l’azione educativa- didattica rivolta ai suoi ragazzi. Del resto, una maestra non potrebbe avere alunni migliori di Savio e Zakaria, sempre pronti a scrivere con i loro computer, a giocare rispondendo ai quiz, a svolgere ogni attività proposta.
Al pomeriggio ogni volta in cui mi vedeva Zakaria si avvicinava chiedendomi “andiamo a studiare“? E commovente è stata la sua richiesta “Mwalimu Marisa posso andare a scuola l’anno prossimo“?
L’amico Salehe ora due giorni la settimana frequenta la scuola primaria Saba Saba e per i compagni è un modello da seguire.
A dire il vero sono tanti ormai i modelli da seguire: tutti i nostri bambini che dopo aver appreso gli strumenti di base della letto scrittura e basi solide per gli apprendimenti frequentano con successo la scuola pubblica.
Un ‘emozione particolare mi è stata donata da Sarah e Pio quando sono venuti a salutarci!
Grandi, belli, irriconoscibili per la statura e la fisonomia cambiata ma con lo stesso sguardo vivace, comunicativo, entusiasta di quando erano piccoli. Ho espresso a Sarah il desiderio di rivedere Pio e dopo due giorni Pio era da noi! Sembra tutto normale e scontato ma non è proprio così. Entrambe hanno una tetraplegia spastica che impedisce di camminare, di controllare gli arti superiori e di parlare in modo fluido. Ciò nonostante, sono ottimi studenti, aiutati dai compagni di classe per tutta la parte della cura della persona, studenti coraggiosi, proiettati al futuro e sempre grati alla Nyumba ali che nel passato ha permesso loro di sbocciare.
Cos’altro dire? tante cose si potrebbero raccontare ma il soggiorno al mare ha la priorità.
Del resto negli ultimi giorni non si parlava d’altro. Le maestre hanno preparato i bambini della scuoletta facendo sentire l’acqua salata, mostrando i costumi e i giochi da spiaggia. Le urla di gioia sono indescrivibili.
I più grandicelli hanno scritto il programma e l’elenco delle cose da mettere nella valigetta. E da questo momento tutto è stato sorpresa, scoperta, emozione.
Dopo 13 ore di viaggio e la notte trascorsa in hotel con la propria dada di riferimento i nostri bambini/ragazzi hanno visto l’oceano!
Il mare con varie sfumature di azzurro, le onde spumeggianti, la fine sabbia bianca …. tutto da scoprire per le dade e i bambini, e nonostante la bellezza di quanto vi ho descritto niente supera la bellezza e la varietà delle espressioni dei nostri bambini. Meraviglia allo stato puro di fronte all’infinito!
I giochi con la sabbia hanno intrattenuto i pochi che non hanno affrontato le onde del mare fra le braccia sicure di Adam e Mfuko, i coordinatori dei centri che si sono messi a pieno servizio dei bambini divertendosi con loro.
Gommoni salvagenti e la barca hanno permesso di esplorare il mare a grandi e piccini. E così anche il desiderio di Enrick è stato realizzato “tutaenda baharini e tutapanda boti”!
Ora manca solo un piccolo grande dettaglio! La presenza di giovani fantastici, Ludovica, Daniel e Carlotta che oltre al lavoro svolto nei centri hanno accompagnato bambini e dade in questa esperienza del tutto speciale. Ci sarebbe tanto da dire per ognuno di loro, certamente le loro competenze e la loro simpatia sono state e sono un dono prezioso per la Nyumba ali. Hanno perfino organizzato i festeggiamenti del mio compleanno rendendo questo giorno indimenticabile. Non avrei potuto desiderare niente di meglio. A loro tutta la mia gratitudine.
Alla fine, mi sorge un dubbio: sono tutte persone speciali quelle che si avvicinano alla Nyumba ali o sono i bambini della Nyumba ali insieme a Bruna e Lucio a rendere le persone speciali?